“Le incertezze legate alla gestione della Carta del docente da parte del Governo si stanno traducendo in enormi disagi per migliaia di insegnanti“: a sostenerlo, lunedì 2 dicembre, è stato Antonio Caso, capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera.
Secondo il deputato pentastellato, “il decreto che dovrebbe stabilire l’importo della carta per l’anno in corso non sarà pronto prima della fine di gennaio e ciò significa che la Carta sarà utilizzabile solo a partire da febbraio (come aveva detto da tempo La Tecnica della Scuola ndr). Questa tempistica è troppo tardiva, specialmente per i docenti con contratto in scadenza il 30 giugno, i quali avranno un tempo ridottissimo per usufruire del beneficio e senza alcuna certezza di continuità per l’anno scolastico successivo”.
L’on. Antonio Caso, inoltre, punta il dito sulla consistenza economica della Carta utile alla formazione, considerato che dopo dieci anni dalla sua nascita potrebbe scendere sotto i 500 euro: “Senza un adeguato aumento delle risorse – ricorda il deputato del M5s -, per la prima volta l’importo per ogni docente potrebbe scendere sotto la soglia dei 500 euro, una decisione che, di fatto, ridimensiona uno strumento che era nato con l’obiettivo di valorizzarne la formazione”.
Come se non bastasse, aggiunge l’on. Caso, “a tutto ciò si aggiungono i disservizi legati alla piattaforma, in quanto, nonostante l’attivazione del 19 novembre, molti docenti non riescono ancora ad ottenere i residui degli anni precedenti”.
Infine, c’è il problema dei ricorsi: “A causa dei contenziosi, per ogni singola card negata il Ministero – sostiene Caso – potrebbe arrivare a spendere fino a 2.500 euro, a cui si aggiungono ulteriori spese legali. Per tutti questi motivi, oggi avremmo voluto ascoltare dal Governo garanzie immediate sull’erogazione tempestiva dei fondi, nonché assicurazioni sulla possibilità di utilizzare le risorse in tempi utili, ma, ancora una volta, siamo costretti a registrare la confusione che regna sovrana a Viale Trastevere, senza alcun rispetto per chi ogni giorno tiene in piedi la scuola italiana. Insomma, l’ennesimo disastro di questo Governo”, conclude il deputato pentastellato.
Proteste analoghe sulla Carta del docente sono giunte nei giorni scorsi anche dai sindacati di categoria.
La Flc Cgil, qualche giorno fa, aveva denunciato una situazione particolare: “sono migliaia i docenti precari destinatari di sentenze favorevoli e anche dei conseguenti giudizi di ottemperanza a cui il MIM ancora non consente di accedere alla piattaforma e quindi di poter spendere l’importo spettante”.
A proposito della mancata presenza nel “borsellino elettronico” degli importi residui, il leader della Gilda degli insegnanti, Vito Carlo Castellana, ha ricordato che ““la Carta del Docente è un diritto che non può essere subordinato ad un mero accesso informatico. L’assenza di accesso non deve essere interpretata come rinuncia, migliaia di docenti hanno un credito sulla Carta e non possono utilizzarlo”.
La Carte del Docente era stata sbloccata lo scorso 19 novembre, ma solo per le somme residue relative all’anno scolastico 2024/25.
Il giorno prima, sempre da Viale Trastevere era stato chiarito che a partire da “tale riapertura”, prevista per gennaio 2026, si “terrà conto delle nuove disposizioni che disciplinano l’assegnazione e le modalità di utilizzo del bonus per l’aggiornamento e la formazione professionale, inclusa l’estensione della platea dei beneficiari e l’aggiornamento delle tipologie di spesa ammissibili”, a partire dalla possibilità di utilizzare la Carta del docente per spese legate ai trasporti.
Il Ministero ha anche fatto sapere che l’estensione della Carta del docente ai nuovi beneficiari (supplenti annuali fino al 30 giugno) e le nuove modalità di acquisto dei beni/servizi utili all’aggiornamento saranno disponibili attraverso appositi “voucher” specifici “per l’anno scolastico 2025/2026 disponibili a partire dal mese di gennaio 2026”.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.
Ma la Carta rimarrà di 500 euro? Nel decreto c’è scritto che “l’importo della carta docente è determinato, sulla base delle risorse disponibili a legislazione vigente, in relazione al numero effettivo degli aventi diritto”.
I dubbi permangono, ancora di più perché dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, come pure dalla maggioranza di Governo, non sono mai giunte conferme o smentite.