Il Ministero dell’Istruzione e del Merito interviene per fare chiarezza sul caso della Carta del docente e sulle spese legali legate al contenzioso, respingendo con decisione le ricostruzioni circolate nei giorni scorsi. Al centro della polemica, un articolo pubblicato da Il Manifesto che parlava di un presunto rischio di danno erariale e di costi legali fino a 1,5 miliardi di euro.
Secondo il MIM, tale cifra “è del tutto priva di fondamento”. La nota diffusa il 16 maggio sottolinea come il contenzioso in materia di Carta del docente e precariato non sia riconducibile all’attuale esecutivo, ma affondi le radici in un impianto normativo risalente a governi precedenti. In particolare, viene richiamata la legge del 2015 che aveva limitato il beneficio economico ai soli docenti di ruolo, escludendo i precari e generando così una disparità che ha alimentato migliaia di ricorsi.
Il Ministero rivendica invece l’azione correttiva intrapresa negli ultimi anni. Con uno stanziamento aggiuntivo di 281 milioni di euro, la Carta del docente è stata estesa anche agli insegnanti a tempo determinato. Una misura che, secondo il MIM, ha portato la platea complessiva dei beneficiari a oltre un milione di docenti nell’anno scolastico 2025-2026, con un incremento di 253.000 unità rispetto al passato.
L’intervento avrebbe avuto un effetto diretto anche sul piano giudiziario: “In questo modo è stato definitivamente eliminato il contenzioso”, si legge nella nota, grazie alla prevenzione di nuovi ricorsi e al riconoscimento generalizzato del diritto alla formazione.
Sul fronte dei dati, il Ministero evidenzia come dal 2022 siano state eseguite oltre 112.000 sentenze favorevoli ai docenti, molte delle quali riferite a più annualità. I rimborsi complessivamente erogati ammontano a circa 184 milioni di euro.
Numeri che, secondo l’amministrazione, non giustificano in alcun modo le cifre circolate sulle spese legali. Negli ultimi tre anni, precisa il MIM, i costi per il contenzioso si attestano complessivamente a 150 milioni di euro, pari a una media annua di 50 milioni. Una cifra che include però tutte le controversie gestite dal Ministero e dalle istituzioni scolastiche, e non solo quelle legate alla Carta del docente.
Il chiarimento porta la firma dei capi dipartimento Carmela Palumbo e Simona Montesarchio, che ribadiscono la posizione dell’amministrazione: le notizie diffuse sull’entità delle spese legali sono “del tutto prive di fondamento”.
Una presa di posizione netta, che punta a ridimensionare la polemica e a ricondurre il dibattito su dati ufficiali e verificabili.