Con due mesi di anticipo rispetto allo scorso anno, il 15 settembre prossimo la piattaforma della Carta del Docente sarà di nuovo disponibile, o meglio saranno a disposizione dei docenti i fondi non spesi del 2025/26 (quelli del 2024/25) dovevano essere spesi entro il 31 agosto.
Lo scorso anno il Ministero aveva molto insistito sul fatto che la Carta poteva essere riattivata ma solo dopo aver fatto tutti i conteggi sul numero degli aventi diritto e sulla somma spettante a ciascuno.
E quindi, spiegarono subito il Ministro e la Sottosegretaria, non se ne sarebbe parlato prima di febbraio.
Ci vollero le proteste dei sindacati e delle Associazioni per far comprendere agli uffici di Viale Trastevere che era comprensibile che ci fossero ritardi sulla erogazione del nuovo importo ma non si capiva davvero perché si dovesse aspettare per avere riaccreditate le somme non spese.
Il Ministero, inizialmente, aveva parlato di problemi tecnici da risolvere legati proprio alla nuova procedura.
Evidentemente quest’anno i problemi tecnici sono stati superati in un batter d’occhio perché a partire dai prossimi giorni i docenti potranno di nuovo utilizzare gli avanti dello 2025/26.
Resta per ora irrisolto il problema dell’uso dei fondi per l’acquisto di biglietti aerei o di treni.
Ma su questo, è bene fare una precisazione: il fatto è che per poter acquistare un biglietto di viaggio è necessario che il gestore del servizio (Trenitalia o compagnia aerea) si accrediti sulla piattaforma e accetti i buoni della carta del docente. Evidente i gestori questi servizi, almeno fino ad ora, non hanno trovato interessante o conveniente vendere i biglietti in questo modo.
Forse, a conti fatti, per Trenitalia, “il gioco non vale la candela”. D’altronde a ben pensarci il fatto è del tutto comprensibile: il docente che vuole comprare dei libri è certamente ineressato a fare l’acquisto presso la libreria che accetta il buono; ma chi deve andare da Roma a Bologna in treno ha una sola soluzione: comprare un biglietto di Trenitalia che, quindi, non ha particolari interessi a incentivare la vendita dei propri biglietti.
Per rendere davvero fruibile l’uso della carta per i trasporti, ci vorrebbe qualche altro meccansmo.