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Centemero (Fi): riforma solo a parole; Puglisi (Pd): parte dal basso. Giannini: merito e formazione dei prof

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Dice Elena Centemero: “I risultati della consultazione sulla Buona Scuola, non proprio esaltanti in termini numerici, evidenziano alcuni punti importanti, come la valorizzazione del merito dei docenti, puntando sulla valutazione, la necessità di valutare l’effettiva capacità di insegnare dei docenti stessi, il rafforzamento delle competenze di base (italiano e matematica), delle competenze linguistiche e di quelle informatiche. Proposte, queste, che Forza Italia sostiene da tempo. In più, riteniamo sia necessaria e improrogabile l’acquisizione di competenze in campo economico e giuridico, ben oltre quanto già previsto nell’insegnamento ‘costituzione e cittadinanza'”.

 “Ora la palla passa all’esecutivo: è tempo di dare un contenuto vero al libro dei sogni del governo e di compiere delle scelte politiche chiare rispetto alle priorità per la scuola. Ci auguriamo che smetta il balletto delle date, e che si possa capire quanto prima, testi legislativi alla mano, che tipo di scuola vuole questo governo”.

E Puglisi: “Lo avevamo promesso: mai più riforme calate dall’alto sulla testa di insegnanti, personale scolastico, studenti e famiglie. Con la consultazione online ‘la buona scuola’ abbiamo rimesso al centro del dibattito pubblico i temi dell’educazione e dell’istruzione. Il Pd ci ha messo la faccia, la testa, il cuore e le gambe. Ora continueremo a lavorare anche durante la fase di scrittura dei provvedimenti, coinvolgendo tutti i coloro che hanno a cuore la scuola e l’Italia. Sarà la prima vera riforma della scuola che nasce dal basso”.

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“La buona scuola, il futuro è adesso” è il titolo della giornata conclusiva del percorso di ascolto che il Partito democratico ha avviato dopo la presentazione del programma la ‘Buona scuola’.

“Nei tavoli di lavoro”, declama ancora Puglisi, “faremo una sintesi delle cose che abbiamo ascoltato in questi mesi di incontri, incontri dove il Pd ci ha messo la faccia. Nel pomeriggio daremo spazio alle buone pratiche didattiche che ci racconteranno che la buona scuola c’è già”

Il pensiero della ministra Giannini è invece per lo più noto: “Due gli obiettivi: merito e formazione degli insegnanti”.

Più inglese informatica ed economia. E ancora: copertura di cattedre vacanti, tempo pieno e compresenze garantite alle elementari.

La ministra dell’Istruzione Giannini l’ha definita la più grande consultazione d’Europa. Due – a suo dire – gli obiettivi di una buona scuola: “Il merito che deve entrare per misurare la qualità del lavoro che viene svolto e insegnanti ben formati, aggiornati. Quindi formazione, formazione, formazione”.

I nostri tempi devono essere serrati ha detto la ministra, l’impegno è quello di avere la Buona Scuola in classe il primo settembre 2015

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