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Chiamata diretta, dopo lo “strappo” i sindacati senza più freni: la Legge 107 è un flop

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  • GUERINI

Sembra aver lasciato il segno, la rottura definitiva delle trattative sulla chiamata diretta tra sindacati e Miur.

Dopo aver espresso il loro dissenso a livello di singola sigla, nella serata del 21 luglio, alla vigilia della pubblicazione delle linee guida, i tre Confederali e lo Snals hanno prodotto un durissimo comunicato unitario, con il quale hanno inteso inviare due messaggi: con il primo, sono tornati a commentare i motivi dello “strappo” che ha portato all’atto unilaterale sulla chiamata diretta, sostenendo che con le imposizioni del Miur “sono venuti a mancare i necessari elementi di chiarezza, trasparenza e obiettività che l’intesa avrebbe dovuto garantire”; con il secondo, invece, sono tornati a scagliarsi contro tutta la politica dell’esecutivo Renzi, sostenendo che la Buona Scuola è stato un vero flop.

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“Nessuna delle ‘promesse’ del Governo – scrivono Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confasl – è stata mantenuta con la Legge 107: non si sono esaurite le graduatorie, non si è risolto il problema del precariato né ridotto il ricorso alle supplenze, resta gravemente insufficiente l’organico del personale ATA, non trova soluzione la vicenda del trattamento accessorio dei dirigenti scolastici, perdura la situazione di inadeguato riconoscimento e di crescente penalizzazione, anche sul piano retributivo, del personale scolastico che può essere risolta solo con il rinnovo del contratto nazionale”.

Come dire: venuta meno la contrattazione, con tutti gli equilibri e le formalità che comporta, i sindacati hanno reputato di diventare i portavoce del malcontento dei lavoratori che rappresentano. Andando anche a prefigurare delle settimane, le prossime, di vera passione per presidi e segreterie scolastiche.

“Ora si annuncia una gestione delle operazioni di assegnazione dei docenti da ambito a scuola che, oltre a essere discrezionali, rendono strutturali i fattori di precarietà derivanti dal venire meno del diritto ad una titolarità di scuola, aggraverà pesantemente gli impegni dei dirigenti e degli uffici, aumentando infine i rischi di contenzioso per l’assenza di regole trasparenti e verificabili”.

C’è solo un punto che non è del tutto chiaro nel comunicato unitario: dopo aver ricevuto l’informativa dal Miur sulla chiamata diretta, il 20 luglio, ora comunque i sindacati comunque “attendono ora di conoscere contenuti e modalità di diffusione delle annunciate indicazioni operative, pronte ora a intraprendere ogni azione che si rendesse necessaria a tutela dei lavoratori e della loro dignità professionale ma anche ad impugnare atti amministrativi e procedure di cui non si riscontrino correttezza e regolarità, ivi comprese le stesse ‘linee guida’ del MIUR”.

È chiaro, quindi, che quello prospettato nel corso dell’informativa sulla chiamata diretta o “per competenze” (come preferiscono definirla a Viale Trastevere) era solo un quadro di massima. Per i dettagli bisognerà attendere le prossime ore. E altre “brutte sorprese”, almeno per i sindacati, potrebbero ancora arrivare.

 

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