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Chiamata diretta, il 25 agosto bolle di sapone e girotondi a Montecitorio: oggi il ruolo è un inferno!

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Saranno 107mila (il riferimento è alla Buona Scuola) le bolle di sapone che giovedì 25 agosto alle 10 riempiranno il cielo del centro di Roma, davanti Montecitorio.

Nella piazza parlamentare si improvviserà pure un girotondo, intorno all’obelisco. Poi, i partecipanti porteranno tanti specchietti e palloncini.

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È questo il clou della protesta “colorata” organizzata da alcune associazioni e raggruppamenti sardi anti riforma e contrari, in particolare, alla chiamata diretta dei docenti (che porterà migliiaia di docenti del sud e delle isole, soprattutto assunti nel 2015, lontano da casa): alle “Valigie del 10 agosto”, gruppo di insegnanti sardi precari fondato un anno fa, si uniranno alle “Valigie” del resto della penisola del Comitato 8000EsiliatiFaseBGae”. Saranno presenti anche delegazioni provenienti da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Umbria.

“Tante bolle di sapone, belle, colorate, piene di promesse, ma destinate a volare per pochi metri per poi scoppiare quasi subito – spiegano gli organizzatori della protesta che parte dalla Sardegna, dove a pesare sui trasferimenti è l’handicap dell’insularità – Come la legge 107 della cosiddetta ‘buona scuola’ del governo Renzi, che è diventata ormai l’incubo di migliaia di docenti e delle loro famiglie”.

Secondo gli organizzatori, “il tanto sperato ed atteso ruolo, dopo anni ed anni di precariato, diventa un inferno anziché il gioioso coronamento di una lunga carriera professionale dedicata alla formazione degli studenti italiani”.

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