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CISL Lombardia contro l’intesa sulla mobilità: occorre il vincolo triennale!

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E’ destinata a far discutere non poco la posizione assunta dal sindacato lombardo.

Infatti, i tanti docenti speranzosi di potersi trasferire, dovranno rimanere al nord se il Miur accoglierà le richieste della CISL Lombardia. Ecco il comunicato integrale apparso lo scorso 23 gennaio sul sito della CISL Lombardia:

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“Sono 11.000 i posti vacanti di insegnamento e potenziamento in Lombardia. Una situazione che da domani, con la ratifica definitiva del preacccordo sulla mobilità dei docenti firmato il 29 dicembre tra Cgil, Cisl e Uil della Scuola, Snals e ministero, rischia di diventare ancora più grave, compromettendo il diritto allo studio e la qualità della scuola in Lombardia e in tutto il Nord Italia.
 
E’ quanto sostiene la Cisl Lombarda con un documento approvato oggi pomeriggio dal suo esecutivo, riunito nelle sede regionale di via Vida a Milano, nel quale si esprime “grande preoccupazione per la carenza ormai strutturale dei docenti nelle scuole lombarde, in particolar modo per l’assoluta insufficienza dei docenti di sostegno per gli alunni diversamente abili, molti dei quali  sono ancora senza insegnante  a oltre metà anno scolastico o si avvale del supporto docenti senza il titolo di specializzazione, come invece prevede la normativa”.  
    
Nonostante il numero degli alunni in Lombardia sia in continuo incremento, quello  dei docenti è invece sempre in costante contrazione. “A poco o niente pare siano servite – si legge nel documento – le ben 8.658 assunzioni dello scorso anno a seguito della “Buona scuola” che con tutta evidenza non sono servite a coprire le reali necessità, bensì hanno seguito logiche del tutto differenti da quella di  garantire ai ragazzi e alle famiglie un servizio adeguato e sono state decimate dai trasferimenti”.  
 
“La scuola lombarda che ha dato ottima prova di sé, con performance a volte migliori di altri sistemi scolastici europei – prosegue – rischia di essere mortificata e danneggiata  da una visione miope che concepisce le regioni del Nord come “terra  di passaggio”. La definizione dell’organico non può seguire solo una logica sindacale. La contrattazione nazionale deve tener conto di come gli accordi si sviluppano e degli effetti che producono sui  territori”.    
 
L’intesa siglata a livello nazionale il 29 dicembre scorso, che con la firma attesa per domani si avvia a diventare definitiva, anziché risolverla rischia di peggiorare la situazione.
 

“L’accordo liberalizza anche per il 2017 tutti i trasferimenti, anziché rimettere il paletto dei tre anni di permanenza sul territorio una volta entrati in ruolo, com’è sempre stato e come tra l’altro corrisponde anche ai piani formativi triennali previsti dalla “buona scuola” – afferma Adria Bartolich, segretaria generale Cisl Scuola Lombardia -. Già quest’anno abbiamo assistito ai trasferimenti di massa al Sud dei docenti, soprattutto quelli di sostegno. L’anno prossimo sarà anche peggio”. “Certamente l’intesa nazionale risolve il problema dell’occupazione al Sud – aggiunge – ma rende precaria e inefficiente la scuola del Nord, grazie alla quale siamo oggi all’avanguardia nel panorama europeo”.