L’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE ha scelto Didacta come palcoscenico per un incontro inedito: per la prima volta, reti diverse del programma europeo si sono riunite con l’obiettivo di costruire sinergie sui territori e avviare collaborazioni concrete sul tema della partecipazione civica e dei valori dell’Unione europea. Un evento che ha messo attorno allo stesso tavolo oltre cento tra ambasciatori, referenti regionali, volontari e rappresentanti di fondazioni e centri di documentazione europea.
Ad aprire i lavori è stato il giornalista moderatore Matteo Minà, che ha inquadrato il senso dell’iniziativa a partire da un dato che rovescia alcuni luoghi comuni. Minà ha dichiarato: “Parlare di partecipazione ai giovani oggi sembra difficile e distante dai loro interessi”, ma i dati Istat raccontano un’altra storia: il 44,7% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni svolge attività di partecipazione sociale, anche se il 63,5% della stessa fascia d’età non parla mai di politica. I giovani, ha sottolineato, non rifiutano la dimensione pubblica né il bene comune, ma selezionano gli ambiti in cui percepiscono un legame credibile tra il proprio impegno e gli effetti prodotti. “Credo che sia fondamentale affiancare alla partecipazione anche il tema della cura, che porta a superare l’individualismo per agire con responsabilità collettiva”, ha concluso.
La mattinata ha visto susseguirsi interventi di realtà molto diverse tra loro. Sara Pagliai, coordinatrice dell’Agenzia Erasmus+ INDIRE, ha illustrato l’iniziativa transnazionale PEACE+, sviluppata in collaborazione con 20 agenzie nazionali Erasmus+ di diversi Paesi, dedicata alla partecipazione democratica e ai valori europei. La Fondazione Antonio Megalizzi, nata in memoria del giornalista vittima dell’attentato di Strasburgo nel 2018, ha presentato il suo programma di ambasciatori formati ogni anno in una summer school con l’Università di Trento. Erasmus Student Network Italia ha raccontato il progetto EIS, Erasmus in School, che mette in contatto studenti Erasmus con le scuole superiori. Tra i Centri Europe Direct intervenuti, ha colpito l’iniziativa “Dimmi la tua” di Torino, pensata per creare spazi di dialogo reale tra giovani e decisori locali sulle sfide dell’Unione europea.
Nella seconda parte della mattinata, il workshop “I programmi europei come motore per la partecipazione giovanile” ha prodotto tre proposte concrete: co-creare almeno un’azione annua di dialogo strutturato tra giovani e istituzioni locali, usare i progetti Erasmus+ per sperimentare pratiche di cittadinanza attiva nelle comunità di riferimento, e includere in ogni azione di disseminazione una componente di educazione europea. I primi segnali di collaborazione non si sono fatti attendere: già nel pomeriggio dello stesso giorno, 13 marzo, due partecipanti hanno fatto parte della giuria dell’iniziativa Laissez-passer di GaragErasmus. A distanza di una settimana, il padlet dedicato registrava già condivisioni di contatti, idee e proposte di eventi sui territori.