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Aggiornato il 02.03.2026
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Erasmus+ per le scuole, la guida della valutatrice INDIRE per partecipare ai progetti (e non compromettere i finanziamenti)

Nell’immaginario collettivo, il programma Erasmus+ è ancora percepito come un’opportunità riservata quasi esclusivamente al mondo universitario. In realtà, le occasioni di mobilità riguardano anche le scuole di ogni ordine e grado, sia a livello di studenti che di comunità scolastica. La condizione essenziale è non perdere le opportunità disponibili e presidiare con attenzione tutti gli adempimenti richiesti. Quali sono le scadenze da rispettare? Quali gli accorgimenti da adottare? Quali gli errori da evitare per non compromettere il finanziamento? La Tecnica della Scuola lo ha chiesto a Maria Sofia Di Carluccio, docente di lingua inglese, progettista europea e valutatrice dei progetti Erasmus+ per conto dell’Agenzia INDIRE. Al centro dell’attenzione i progetti scaduti il 19 febbraio, che le scuole candidate devono continuare a monitorare con attenzione per non rischiare di perdere il finanziamento, e quelli in scadenza il 5 marzo. In attesa del prossimo accreditamento, che dovrebbe arrivare in autunno, posto che il programma Erasmus+ confermi nuovamente le diverse opportunità di candidature per l’anno successivo.

Erasmus+ per le scuole, cos’è e come funziona

Per quanto riguarda i programmi già scaduti, rientrano nell’Azione Chiave 1, dedicata alla mobilità individuale a fini di apprendimento. Di Carluccio parte dalla misura KA122, rivolta ai progetti di mobilità di breve durata, pensata per gli enti che non hanno ancora maturato una significativa esperienza nella progettazione europea. “Si tratta di una candidatura semplificata, particolarmente adatta alle scuole che muovono i primi passi nel programma”, spiega l’esperta. “È spesso la via più efficace per avviare un percorso Erasmus+ strutturato: si può partire dalla mobilità dello staff, estenderla agli studenti e prevedere anche visite preparatorie“. Queste ultime, chiarisce, “consentono al personale di recarsi presso l’istituto partner per verificare la fattibilità delle mobilità studentesche“. Portare gli studenti all’estero, infatti, “è un’esperienza formativa di grande valore, ma comporta responsabilità rilevanti. La visita preparatoria permette quindi di pianificare con rigore ogni aspetto organizzativo e didattico”.

Le richieste di finanziamento e gli esperti esterni

Sempre nell’Azione Chiave 1 rientra la misura KA121, che coincide con la fase successiva all’accreditamento, in quanto consente la richiesta di finanziamento. “La KA121 permette di richiedere il budget immediatamente dopo l’accreditamento, e riguarda quindi esclusivamente gli enti che hanno già ottenuto un’accettazione positiva nell’ambito della KA120″, dice Di Carluccio. “Ogni anno le scuole accreditate possono presentare una richiesta di finanziamento in vista dell’anno scolastico successivo, modulando la domanda in base alle esigenze maturate nel tempo. L’accreditamento ha infatti una durata pluriennale e consente una programmazione strategica delle mobilità”. La procedura, aggiunge, “prevede anche la possibilità di richiedere l’intervento di esperti esterni che affianchino il personale scolastico per migliorare la qualità dell’esperienza didattica. È un’opportunità di rilievo, perché consente di portare competenze europee all’interno dell’istituzione scolastica, anche se solo per pochi giorni”.

Gli errori da non commettere se l’esito è positivo

Come detto, le procedure si sono concluse il 19 febbraio, e le scuole sono ora in attesa degli esiti. Ciò non significa che possano abbassare la guardia. “Nel caso per esempio della KA122, a seguito di esito positivo occorre prestare particolare attenzione alla gestione documentale“, avverte Di Carluccio. “La scuola beneficiaria deve attendere la convenzione, che deve essere firmata dal responsabile legale dell’ente proponente e controfirmata dall’Agenzia Nazionale. Senza questo documento formalmente perfezionato, non è possibile avviare alcuna attività”. L’erogazione dei fondi, solitamente, necessita di ulteriore tempo. “Occorre attendere l’acconto del budget previsto”, puntalizza l’esperta. “Dopo la comunicazione di esito positivo è indispensabile stipulare la convenzione prima di assumere qualsiasi impegno economico. Nel frattempo le scuole possono riprendere i contatti con i partner esteri e avviare le selezioni. Non è invece consentito procedere a spese formali prima della controfirma di INDIRE”.

Le prossime scadenze: cosa fare per non perderle

Per quanto riguarda le prossime scadenze, il 5 marzo scade il termine per le misure legate all’Azione Chiave 2, dedicate alla cooperazione tra organizzazioni e istituzioni. “A differenza dell’Azione Chiave 1, in cui progetta esclusivamente l’ente proponente, in questo caso la progettazione è congiunta con uno o più partner esteri”, dice Di Carluccio. “La lingua veicolare dunque non può essere l’italiano, ma una lingua straniera, che la maggior parte delle volte coincide con l’inglese”. Le misure principali sono la KA210 e la KA220, entrambe riferite ai partenariati. “La KA210 è pensata per realtà meno strutturate in Erasmus+ e prevede una progettazione di dimensioni contenute”, commenta la formatrice. “La KA220, invece, è più complessa, comporta un budget più elevato e richiede la produzione di risultati concreti, e diversi output. L’attenzione non è centrata esclusivamente sulla mobilità, ma soprattutto sugli esiti di apprendimento e sull’impatto generato dal lavoro congiunto tra i partner. È una progettazione che richiede una visione strategica chiara, competenze organizzative solide e una capacità documentale rigorosa”.

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