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Prima ora | notizie del 14 luglio

Classifica Censis 2026 delle università: Padova ancora prima, ecco tutti i risultati. La rettrice: “Accogliamo con responsabilità”

Anche quest’anno il Censis ha pubblicato la tradizionale classifica delle università italiane, un punto di riferimento per migliaia di studenti alle prese con la scelta del percorso accademico. L’analisi, giunta a oltre 25 edizioni, valuta gli atenei statali e non statali sulla base di diversi indicatori, tra cui strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione digitale e occupabilità. Alle graduatorie degli atenei si affiancano anche quelle dedicate ai corsi di laurea triennali, magistrali e a ciclo unico, per un totale di 70 classifiche elaborate sulla base di oltre 960 variabili.

Le classifiche degli atenei statali

Tra i mega atenei statali (oltre 40 mila iscritti) si conferma al primo posto l’Università di Padova con un punteggio di 91,2, davanti all’Università di Bologna (87,8). Sale al terzo posto La Sapienza di Roma (86,0), che supera l’Università di Pisa (85,5), mentre arretrano di una posizione anche l’Università Statale di Milano (85,3) e l’Università di Firenze (84,7). Completano la graduatoria Palermo, Torino, Bari e Napoli Federico II.

Tra i grandi atenei (20-40 mila iscritti) resta al vertice l’Università della Calabria (91,7), seguita dall’Università di Pavia (90,2). Nei medi atenei conquista la prima posizione l’Università di Sassari (93,2), davanti all’Università Politecnica delle Marche (92,8), mentre tra i piccoli atenei (fino a 10 mila iscritti) si conferma leader l’Università di Camerino con 95,3 punti. La classifica dei Politecnici è guidata ancora una volta dal Politecnico di Milano (100,8), seguito dal Politecnico di Torino, dal Politecnico di Bari e dallo IUAV di Venezia.

La soddisfazione della rettrice di Padova

Commentando il risultato all’Ansa, la rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli ha espresso soddisfazione per il terzo primo posto consecutivo nella classifica Censis, sottolineando come il riconoscimento rappresenti il risultato del lavoro dell’intera comunità accademica. La rettrice ha ricordato che la qualità di un’università non può essere misurata esclusivamente dalle classifiche, ma anche dalla ricerca, dalla didattica, dall’innovazione e dal contributo offerto alla società.

Mapelli ha inoltre ribadito l’impegno dell’Ateneo a continuare a investire nella qualità della formazione, nella ricerca multidisciplinare, nel diritto allo studio e nelle politiche di inclusione, evidenziando come ogni traguardo rappresenti un nuovo punto di partenza per un’università che, con oltre ottocento anni di storia, punta a costruire il futuro attraverso la conoscenza e la libertà della ricerca.

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