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06.07.2026
Aggiornato alle 17:26

Le scuole italiane non sono moderne, gli studenti le bocciano per bagni, wi-fi, riscaldamenti, palestre e pulizia. Bene laboratori, biblioteche e aule attrezzate

Le strutture scolastiche sono per oltre il 50% vecchie, hanno oltre mezzo secolo di “età”, e necessitano di una manutenzione superiore a quella oggi garantita quasi sempre solo per interventi straordinari perché resi necessari da crolli o disguidi vari. Il quadro, noto da tempo, è confermato da un’ampia indagine nazionale realizzata dal Censis, svolta nell’ambito del progetto Iride ‘La scuola vista dai giovani’, che ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 1.000 diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni.    

Ebbene, appena il 5,9% degli studenti considera la propria scuola moderna; ben il 56,3% boccia il wi-fi messo a disposizione degli istituti, il 49,4% critica lo stato dei bagni, il 38,7% giudica insufficiente il loro impianto di riscaldamento (e di conseguenza quello di raffreddamento, di cui parla tanto in questi giorni).

“La qualità degli spazi scolastici – scrive il Censis a conclusione dell’indagine – continua a rappresentare uno degli elementi critici dell’esperienza formativa degli studenti e l’edilizia scolastica rimane uno dei nodi strutturali del sistema educativo italiano. Una quota significativa degli istituti, infatti, è ancora ospitata in edifici datati, spesso progettati originariamente per funzioni diverse da quelle scolastiche e successivamente adattati”.   

 Valutazioni positive emergono nei confronti degli spazi di apprendimento diversi dalle aule tradizionali: il 44,9% degli studenti delle scuole superiori esprime giudizi ottimi o buoni su laboratori, aule di informatica, biblioteca, aule attrezzate; il 44,6% sugli altri spazi interni dell’edificio scolastico, il 40,7% sugli ambienti destinati alle attività culturali (aula magna, teatro, ecc.), e il 39,7% sulle aree esterne.

Le aule tradizionali invece, che rappresentano ancora il principale luogo della vita scolastica quotidiana, raccolgono soprattutto valutazioni di sufficienza (40,3%), solo il 30,2% dà una valutazione molto positiva (ottimo o buono), mentre il 29,5% esprime un giudizio negativo.

Anche gli edifici nel loro complesso e gli impianti sportivi evidenziano una situazione ambivalente: a fronte di una quota significativa di valutazioni positive (rispettivamente il 35,8% e il 38,0% assegna ottimo o buono), permane una componente rilevante di studenti che ne segnala l’inadeguatezza (rispettivamente il 28,5% e il 29,3%).   

Il 41,0% degli studenti definisce le strutture della propria scuola ‘normali’, il 34,4% le considera ‘vecchie’, il 21,6% ‘funzionali’, mentre solo il 5,9% le descrive come ‘moderne’. Parallelamente emergono giudizi che richiamano esplicitamente carenze di qualità e manutenzione: il 17,3% le ritiene male attrezzate, il 16,7% sporche, il 9,5% inadeguate, il 4,7% pericolose e il 4,0% fatiscenti.   

Infine, il Censis ha anche rilevato che tra i diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni cresce la quota di chi ricorda la propria scuola come funzionale (39,1%), pulita (24,2%), accogliente e sicura (16,6%), e moderna (15,5%): allo stesso tempo, però anche tra coloro che hanno concluso il percorso scolastico continuano a prevalere le definizioni di strutture ‘normali’ (46,4%) e ‘vecchie’ (33,7%).

Sono risposte, probabilmente, dettate anche dal fatto che tra gli oltre 40mila plessi scolastici esistenti e attivi, ad oggi esistono strutture decisamente ammodernate, anche attraverso i fondi Pnrr, ma altre, purtroppo la maggior parte, che necessiterebbero di interventi e che invece rimangono a vivere un’attesa che in certi casi assume le sembianze dell’infinità.

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