La Maturità 2026, che prenderà il via il prossimo 18 giugno, entra nel vivo. Il 4 giugno, infatti, è stato pubblicato l’elenco dei commissari esterni delle varie commissioni.
Dal 29 maggio il motore di ricerca MIM è risultato in manutenzione, con la scritta “le funzioni saranno disponibili a breve”.
Ma cosa succede ora?
Prende il via la prima fase di presentazione dei candidati.
Le segreterie scolastiche, accedendo sul SIDI, nell’area “Alunni – Gestione alunni – “Esiti Esami di
maturità” eseguono le seguenti operazioni:
Sempre nell’ambito della prima fase, dall’11 giugno 2026 sarà possibile scegliere l’applicativo software di supporto ai lavori della
Commissione.
Da questa data parte la seconda fase di competenza delle commissioni.
A partire dal 16 giugno 2026 sarà disponibile l’applicativo “Commissione Web” (CW) che consente la gestione di tutte le attività connesse agli esami di maturità, dall’insediamento agli adempimenti finali.
Se la Commissione ha deciso di utilizzare un applicativo diverso da “Commissione Web” per la gestione dell’esame, è necessario effettuare l’esportazione dal SIDI dei dati di presentazione candidati per la loro importazione nell’applicativo prescelto.
La terza fase riguarda la comunicazione degli esiti degli esami e ha inizio il 1° luglio.
La quarta fase è quella degli adempimenti finali: a conclusione dell’esame di maturità, quando è disponibile il numero identificativo del diploma rilasciato, le segreterie scolastiche devono consolidare sul portale SIDI il Curriculum della studentessa e
dello studente che risulta integrato con gli esiti dell’esame. Solo dopo aver effettuato il consolidamento post-esame il Curriculum, integrato con l’esito dell’esame di maturità e con la Parte IV “Prove nazionali”, viene messo a disposizione degli studenti diplomati, nella sua versione definitiva, all’interno del servizio digitale E-Portfolio della Piattaforma Unica.
La studentessa e lo studente diplomati possono, a propria discrezione, acquisire il proprio Curriculum nella versione integrale o possono acquisire, in maniera separata, la parte IV riportante la descrizione dei livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale.
Le scuole rilasciano anche il Supplemento Europass al certificato, collegato in maniera univoca al diploma tramite il riferimento al numero identificativo di quest’ultimo. I Supplementi sono resi disponibili alle scuole nell’apposita area SIDI “Gestione alunni – Esiti Esami di maturità – Adempimenti finali”. Ciascun certificato sarà precompilato in automatico con i dati dell’istituzione scolastica, del diplomato e con il riferimento al numero di diploma. Come il Curriculum della studentessa e dello studente anche il Supplemento Europass al certificato è reso direttamente disponibile ai diplomati all’interno della piattaforma “Unica”.
Come riporta Skuola.net, per conoscere i nomi dei commissari esterni basta accedere al motore di ricerca selezionando l’anno 2025/2026, località e istituto. Il trucco per non sbagliare è inserire il codice meccanografico della scuola, che porterà dritti alla scheda completa con esterni, interni e presidente. Se il portale dovesse andare in crash per il sovraccarico di visite, niente panico: basterà attendere qualche minuto e ricaricare la pagina.
Quest’anno sono 527.607 gli studenti coinvolti nelle prove (513.479 candidati interni e 14.128 esterni), mentre le commissioni sono 13.989 per un totale di 27.884 classi.
La ripartizione dei candidati per tipologia di percorso di studio è la seguente:
• Licei 273.854;
• Istituti tecnici 167.136;
• Istituti professionali 86.617.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026?
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.
Ma, nonostante l’innovazione proposta dal ministro Valditara, ci si chiede: ha ancora senso l’esame di Maturità? La Tecnica della Scuola ha chiesto ai suoi lettori la loro opinione in merito a questo e agli aspetti della riforma.
Lo scorso 12 maggio, sono stati pubblicati gli elenchi dei Presidenti delle commissioni degli esami di Maturità 2026. A comunicarlo è stato il Ministero, con una nota dell’11 maggio. Gli elenchi sono stati pubblicati come gli altri anni sui siti degli Uffici scolastici regionali.
Il 29 gennaio scorso, sono state comunicate le materie della Maturità 2026. Il Ministero ha anche reso disponibile un motore di ricerca per trovare le materie per ogni percorso di studi.
Il motore di ricerca è distinto in tre sezioni: