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Comprendere la rivoluzione della Buona Scuola

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La direttrice dell’USR del Molise, in una lettera aperta su una agenzia, difende le scelte del Governo e parla addirittura di una rivoluzione in corso relativa alla cosiddetta riforma della buona scuola

“È trascorso un anno dalla nascita della riforma sulla Buona Scuola, approvata il 13 luglio 2015. Ed è stato un anno intenso, per gli studenti, i docenti, i dirigenti e tutto il personale della scuola. Ma nonostante le critiche mosse da più parti all’impianto normativo, la nuova legge ha portato una serie di cambiamenti destinati a rivoluzionare per sempre il mondo dell’istruzione. Il primo e più importante di questi cambiamenti ha riguardato il ruolo stesso dei nostri istituti, non più istituzioni ”isolate”, ma veri e propri centri di riferimento per le comunità locali in grado di dialogare in maniera più diretta con il territorio, con le famiglie e gli attori economici e sociali.

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LA TECNICA DELLA SCUOLA E’ SOGGETTO ACCREDITATO DAL MIUR PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA E ORGANIZZA CORSI IN CUI È POSSIBILE SPENDERE IL BONUS.

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Una scuola il cui compito è diventato quello di essere non solo un punto di riferimento per la crescita e la formazione dei ragazzi, ma anche una guida per il loro intero percorso di vita. Perché i nostri studenti meritano di essere seguiti a trecento sessanta gradi, anche accompagnandoli in maniera mirata verso un confronto efficace con il mondo del lavoro. E qui tocchiamo un altro punto importante della Riforma: l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria. Perché aiutare i nostri ragazzi a diventare cittadini e futuri lavoratori, assecondando attitudini e vocazioni personali, è un obbligo morale per la società. Si tratta di una responsabilità che devono assumersi soprattutto gli educatori, coloro cioè che contribuiscono a “forgiare”, insieme alla famiglia, il carattere e la personalità dei nostri ragazzi, a costruire il loro percorso formativo, di conoscenze, di sogni e obiettivi da realizzare. E continuiamo con i benefici di questa Riforma, partendo proprio da quest’ultimo punto, perché è vero che ha caricato di responsabilità i docenti, ma ha contribuito anche a restituire alla scuola quel ruolo centrale che nella società aveva perso.

Il dibattito sul mondo dell’istruzione in Italia non è mai stato così vivo, anche sui Social, dove il termine “scuola” è stato uno di quelli più diffusi sul web nell’ultimo anno. Proprio la sfida sulla formazione e sul digitale è stata l’ulteriore scommessa della Buona Scuola che ha moltiplicato le opportunità di crescita di studenti e docenti (inserendo per gli insegnanti anche forme di merito) in questo settore accelerando nei nostri istituti un processo di innovazione che stentava a decollare. Gli investimenti di risorse economiche cospicue da parte del Miur hanno completato il lavoro. I risultati già si vedono, ma saranno sempre più evidenti nei prossimi mesi. Ulteriori investimenti in tema di innovazione nelle nostre scuole contribuiranno a strutturare questo processo di cambiamento che ormai è avviato in tutto il paese. Certo, la Buona Scuola può avere elementi di criticità. Non esistono riforme perfette. Ma la rivoluzione è in atto. Bisogna solo comprenderla.