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Concorso a cattedra, gli scritti tra l’11 e il 21 febbraio: 4 quesiti e 2 ore e mezzo per le risposte

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Cominciano a delinersi i contorni delle prove scritte del concorso a cattedra per 11.542 nuovi docenti. Il 10 gennaio si è aperto con la notizia fornita dal Miur di slittamento, al 16 gennaio, della pubblicazione on line delle prove preselettive svolte il 17 e 18 dicembre. E nel pomeriggio della stessa giornata è stato pubblicato il calendario delle prove scritte. Le quali si svolgeranno tra l’11 e il 21 febbraio. Questo il passaggio saliente dell’avviso del Miur, firmato dal direttore generale Luciano Chiappetta: “la prova scritta avrà la durata di 2 ore e trenta minuti e si articolerà in quattro quesiti a risposta aperta. La prova scritta relativa all’insegnamento di discipline scientifiche e tecnico-pratiche (A020, A033, A034, A038, A049, A059, A060 e C430), che prevede anche l’espletamento di una ulteriore prova successiva di laboratorio, nonché le prove scritte relative all’insegnamento di discipline artistiche (ambito 01: classi A025/A028), che prevede anche l’espletamento di una ulteriore prova pratica successiva, avranno la durata di 2 ore e si articoleranno in tre quesiti a risposta aperta”. Prevista, come nelle prove preselettive, una doppia seduta giornaliera di prove: “le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 08.00 per la sessione antimeridiana e alle ore 14.00 per la sessione pomeridiana”, ha sottolineato il Miur.
Da viale Trastevere non arrivano, invece, ulteriori indiscrezioni sui contenuti e lo spazio che verrà concesso ad ogni quesito. Lasciando ancora dei dubbi agli 88.610 che hanno superato il primo scoglio della verifica preselettiva dai contenuti generalisti.

La Tecnica della Scuola, come riportato all’interno del n. 9 della versione cartacea, disponibile anche on line, è in grado di fornire alcune anticipazione.
Innanzituto, trattandosi di domande disciplinari, viene da sé che queste cambieranno a seconda delle classi di concorso.
Per quanto riguarda la tipologia di domande, gli esperti del Miur sono orientati a proporre argomenti “abbastanza definiti”. Ciò significa che pur trattandosi di risposte aperte, i candidati non potranno impostarle come se fosse un tema. “Certo, si potrà scrivere ciò che si vuole – ci ha detto un dirigente ministeriale – ma i margini non saranno poi così ampi. I partecipanti dovranno infatti muoversi all’interno di un format piuttosto delineato”. Sembrerebbe, quindi, che le domande convoglino più verso un modello semi-strutturato, con argomenti chiari, mirati, poco trasversali, piuttosto che verso i quesiti aperti tradizionali che lasciano più spazio a risposte ad ampio spettro.
In questi giorni gli organizzatori del concorso stanno inoltre vagliando, attraverso delle simulazioni, il numero massimo di righe che ogni aspirante prof potrà riempire. Dalle ultime indicazioni, difficilmente si andrà oltre ad una pagina per quesito.
Intanto, l’Anief ha fatto sapere che oltre 6mila dei 175.815 esclusi dalle prove scritte hanno fatto ricorso: si tratta di candidati che hanno conseguito tra i 30 e i 34,5 punti. Un risultato che, alla luce della normativa vigente sui pubblici concorsi nella scuola, sempre secondo l’associazione degli educatori in formazione, basterebbe per passare agli scritti. E che invece il Miur ha reputato insufficiente, alzando “l’asticella” fino a 35 punti. “I ricorsi – scrive l’Anief – saranno notificati il 14 gennaio per intercettare l’udienza del 7 febbraio”. Ma il numero di ricorrenti potrebbe anche salire. Gli indecisi hanno ancora una settimana di tempo: potranno infatti chuedere di fare ricorso sino al 18 gennaio.