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Concorso scuola. Gavosto: si accertino le competenze, non le sole conoscenze

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Il Patto per la scuola siglato tra Governo e sindacati continua a far discutere specie in relazione al concorso scuola e alle disposizioni contenute nel Decreto Sostegni bis che non sempre sono all’altezza delle aspettative create dal Patto stesso. La teoria espressa dal Patto, quanto a esigenza di assumere in fretta gli insegnanti, mettendoli in cattedra a partire dall’1 settembre, appare distante dalla pratica, il come questo va fatto secondo il decreto del Governo. Già il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ieri 23 maggio aveva espresso questo genere di considerazioni.

Insomma, le maggiori contestazioni di questi giorni affondano le radici nel Decreto Sostegni bis.

Andrea Gavosto

Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, più volte intervistato dalla Tecnica della Scuola, su Repubblica si dice preoccupato dalla procedura straordinaria che potrebbe costituire una sorta di sanatoria per 20mila docenti precari:

“Per garantire l’avvio regolare della scuola e coprire tutte le cattedre c’era il rischio di una maxi-sanatoria, assumendo, senza verificarne le competenze, fino a 80mila precari. Alla fine, il rischio estremo è stato evitato. Tuttavia, una nuova procedura straordinaria che riguarderà docenti precari con almeno 36 mesi di servizio è stata approvata”.

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“Sebbene ridotta nei numeri – continua Andrea Gavosto – ci sono elementi di una sanatoria, come il ripescaggio dei bocciati dell’ultimo concorso. È però vero che, opportunamente, i candidati dovranno avere almeno l’abilitazione e per la definitiva assunzione dopo un anno di lavoro faranno una prova con una commissione esterna, speriamo rigorosa”.

Maggiore soddisfazione il direttore della Fondazione Agnelli la mostra per la procedura ordinaria del concorso: “Bene, invece, che il decreto provi ad affrontare due carenze croniche della scuola: quella di docenti di materie scientifiche e quella di insegnanti di sostegno qualificati a favorire l’inclusione di allievi con disabilità”.

E sulla difficoltà di trovare insegnanti di sostegno qualificati, Gavosto dichiara: “L’anno scorso, delle 21mila assunzioni previste, solo l’8% è andato a buon fine; e degli oltre 100mila supplenti 4 su 5 non avevano la specializzazione (dati Cisl)”.

“Neanche quest’anno, tuttavia, si riuscirà a partire con tutti in cattedra. Perciò, guardando al futuro, Draghi ha annunciato che d’ora in poi si procederà con concorsi regolari con frequenza annuale”.

Nuovi concorsi

Infine sui nuovi concorsi, l’esigenza primaria, secondo Gavosto, sarebbe quella di progettare modalità che verifichino le competenze piuttosto che le sole conoscenze: “Sui nuovi concorsi, che il decreto vuole coerenti con le semplificazioni introdotte dal ministro Brunetta nella Pa, è necessario chiarire se valuteranno solo le conoscenze disciplinari o anche le capacità didattiche dei futuri docenti. Queste ultime sono il tallone d’Achille della nostra scuola”.

“Lo ripetiamo da tempo: un accesso alla professione docente che miri a valorizzare chi non solo sa le cose, ma è anche capace di insegnarle, è l’unica strada per colmare il ritardo della nostra scuola”.

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