“Essere docente significa vivere un sogno”: a dirlo è stato Andrea Franceschetti, 52 anni, docente di italiano e latino in una scuola superiore di giorno, “djprof” di sera. Insegnante al liceo scientifico di Sansepolcro, in provincia di Arezzo, conosciuto come animatore culturale dell’Alta Valle del Tevere, tra Umbria e Toscana, ha trasformato i versi dei grandi autori italiani degli ultimi otto secoli in una canzone.
Il brano si intitola “200-900” e sarà il suo personale benvenuto agli studenti del primo anno che metteranno piede per la prima volta al liceo: “settembre per la scuola è la primavera e l’inizio deve essere una bomba”, spiega il docente all’agenzia Ansa.
“È un privilegio – ribadisce il docente – parlare ogni mattina con ragazzi dai 14 ai 19 anni, cercare i loro sorrisi e fare del sorriso la strada verso l’apprendimento. La musica permette di parlare la loro lingua e, fin dalle origini, ha sempre accompagnato la poesia”.
Quella che propone “è una rassegna – ha proseguito il prof – dei più grandi autori della letteratura italiana in musica trap. Voglio far sentire ai ragazzi che i nostri poeti possono diventare gli autori delle canzoni che amano”,
I protagonisti ripercorrono quasi mille anni di storia. Si parte da san Francesco d’Assisi e Giacomo da Lentini, poi si prosegue con Cecco Angiolieri, Guinizzelli, Tasso, Ariosto e Foscolo, fino a Saba e Quasimodo.
Il loro versi celebri si intrecciano con le parole contemporanee: “S’i’ fosse fuoco, vento, acqua oppure Dio, ma solo un prof in Panda sono io. Nel mezzo del cammin di vita mia, un giorno venne a me malinconia”.
Il docente sottolinea che proprio da san Francesco prende avvio la letteratura italiana. “È il punto di partenza: Francesco per la componente religiosa, Giacomo da Lentini e i siciliani per quella laica. Ha anticipato temi ancora attuali”, sottolinea il docente.
Per il “djprof” non si tratta di impoverire i contenuti, ma di trovare linguaggi nuovi. “La scuola deve nutrirsi di nuove strategie didattiche – spiega – e i grandi contenuti devono restare, ma deve cambiare il modo di dialogare con i ragazzi, per arrivare al loro cuore”.
I giovani, secondo il prof. Franceschetti, hanno “potenzialità enormi e la scuola è il luogo ideale per imparare a stare insieme“.
Non sembra essere allarmato per via della crescita di episodi di violenza tra i giovani: “A scuola accade ciò che accade fuori, è la società che deve reagire, per riportare comportamenti corretti anche nelle aule”.