Come era facilmente prevedibile, l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge promosso dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul consenso informato preventivo per le attività scolastiche extracurriculari che trattano temi legati alla sessualità e all’affettività sta scatenando le proteste delle opposizioni.
Intanto va ricordato che la legge prevede che:
La Fondazione Una Nessuna Centomila sostiene che il provvedimento renderà più difficile realizzare progetti di educazione sessuo-affettiva, già poco diffusi in Italia, e rischia di privare molti giovani di informazioni importanti su relazioni, consenso, sessualità e prevenzione. Secondo la Fondazione, i ragazzi finiranno per cercare risposte soprattutto online, con maggiori rischi di disinformazione.
Ovviamente il ministro Valditara respinge le critiche e afferma che la legge serve a garantire il ruolo dei genitori nelle scelte educative. Sostiene inoltre che l’educazione al rispetto, all’empatia e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili continuerà a essere presente nei programmi scolastici.
Il provvedimento divide il mondo politico e associativo: centrodestra, Pro Vita & Famiglia e Moige lo considerano una tutela per le famiglie, mentre opposizioni, associazioni studentesche e organizzazioni come Save the Children lo giudicano un passo indietro per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane.
In ogni caso non possiamo fare a meno di rilevare che il disegno di legge originario era stato depositato in Parlamento un anno fa. Inizialmente, alla Camera, le funzioni di relatore erano stato svolte dal deputato leghista Rossano Sasso.
Nel passaggio al Senato il compito di relatore è passato al senatore leghista Marti.
Per la verità al Senato l’esame del provvedimento è stato piuttosto rapido e si è concentrato in poche sedute anche se poi nelle seduta conclusiva odierna del 4 giugno, Sia la maggioranza di Governo che l’opposizione sono intervenute ampiamente.
Ma c’è da credere che il vero “dibattito”, quello reale, che metterà genitori, docenti e studenti nella neccessità di pronunciarsi e di decidere su come procedere nelle specifiche situazioni inizierà fra qualche mese con l’avvio del nuovo anno scolastico.