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Aggiornato il 07.11.2025
alle 17:03

Contratto scuola, Pacifico (Anief): “25 anni fa prendevamo più di chi lavorava nei Ministeri. Ora si parte dai buoni pasto”

Redazione

“Da quando noi abbiamo creato l’ANIEF non si è mai visto che un Governo avesse stanziato risorse per tre trienni contrattuali. Se non si firmava il primo, non puoi chiedere risorse per il secondo e per il terzo. Soprattutto, queste risorse stanziate entro il 2030 vanno a recuperare quell’inflazione che è schizzata negli ultimi tre anni. Stiamo parlando di aumenti del 18% previsti entro il 2030”: queste le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, pronunciate a caldo ai microfoni della Tecnica della Scuola, intervistato dal direttore Alessandro Giuliani, nel corso della diretta-maratona, dalla sede dell’Aran, subito dopo la firma del CCNL scuola ieri, 5 novembre.

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Contratto scuola, le previsioni

“Si va progressivamente con questo contratto: già noi percepivamo quasi il 4% tra anticipo e indennità di vacanza contrattuale. Quindi si sentiranno poco questi aumenti, anche se comunque alla fine sono aumenti che porteranno in busta paga più di 1.500 euro di arretrati e poi, in generale, tra i 70 euro in media di aumento per il 2026. Tutto questo, però, poi ci porterà con la dichiarazione che abbiamo fatto congiunta e l’impegno congiunto da parte di Governo, sindacati e Aran a firmare nel 2026 per avere già nel 2027 altri 140 euro di aumento. Poi ci saranno gli altri 150-160 euro per il 2021-2030”, ha aggiunto Pacifico.

Contratto scuola 2022-2024, manca la parte economica: le anticipazioni di Pacifico

Ieri ad essere siglata è stata solo la parte economica nel contratto; manca quindi la parte normativa. Su questo si è concentrato il sindacalista: “Ovviamente sono risorse che, prese così, vanno a coprire solo l’inflazione passata: bisogna trovare le risorse nelle prossime leggi di bilancio per l’inflazione futura. Contestualmente, bisognerà anche andare ad agire per recuperare quel gap che noi abbiamo denunciato: 25 anni fa prendevamo di più di chi lavorava nei Ministeri; oggi prendiamo 10.000 euro in meno. A gennaio inizia la parte normativa, che è quella più complessa e più elaborata, e l’obiettivo è chiudere in un anno. Le prospettive partono veramente con gli impegni che abbiamo preso. Si parte dai buoni pasto: ci siamo impegnati a inserirli per la prossima tornata contrattuale e certamente anche un cambiamento sulle relazioni sindacali per dare più spazio alla contrattazione, ancora una valorizzazione di tutto il personale docente, del personale ATA e delle figure dei nuovi profili professionali, non per ultimo quello degli DSGA. Ci sono tutte le prospettive per potere cambiare le regole. Nel frattempo si lavora in Parlamento sul riscatto agevolato della laurea, sull’anticipo della pensione, sul doppio canale di reclutamento: sono tutti i temi, mobilità intercompartimentale, che continueremo a portare avanti. Ci vuole però una massa critica. Io chiudo lanciando un appello: ci vuole il sostegno da parte di chi lavora nella scuola per fare massa critica, per poter finalmente andare a chiarire, per andare a recuperare e valorizzare, così con Naddeo ci chiariamo anche riguardo ad alcuni aspetti”, ha concluso.

Il contratto scuola 2022-2024 è stato firmato: ieri, alle 14,00, si è tenuto all’Aran l’incontro decisivo, tra amministrazione e sindacati, relativo al rinnovo del contratto. Mentre tutti gli altri sindacati hanno sottoscritto l’accordo, la Flc Cgil ha deciso di non firmare.

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La Tecnica della Scuola chiede ai suoi lettori, in prevalenza docenti: tra docenti di sostegno non specializzati, boom di alunni con disabilità certificata, troppa burocrazia e criticità di vario tipo la domanda nasce spontanea: si riesce concretamente a fare inclusione a scuola?

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