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Contratto, sindacati spazientiti: il Governo s’inventa di tutto per negare gli aumenti, presto in piazza

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C’è oramai “una tendenza diffusa a non voler erogare gli aumenti retributivi, inventandosi modelli per ridurre i salari”.

Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commentando la decisione del Governo di non andare oltre il finanziamento di un miliardo di euro per il rinnovo dei contratti pubblici. Ma il discorso vale anche per i comparti privati.

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Oltre ai dipendenti pubblici e ai metalmeccanici, ci sarebbero anche “molte” altre categorie interessate dalle scadenze dei contratti.

Nella lista “nera”, senza contratto rinnovato, ci sono pure i lavoratori dell’energia, gli agricoli, quelli del settore del legno sono già mobilitati, ricorda Camusso, e se non si scongela nessuna trattativa da qui a fine anno la lista dei dipendenti in attesa di rinnovo rischia di allungarsi fino a includere 11 milioni di lavoratori, la stragrande maggioranza.

Camusso si è detta “molto preoccupata” dal momento che non si riscontrano avanzamenti nei confronti. Perché girano “vari modelli” ma “tutti hanno la stessa caratteristica, programmare la riduzione dei salari”.

La stagione delle contestazioni di piazza sembra già dietro l’angolo.

Al termine di una riunione con i segretari generali delle diverse categorie, nella sede del sindacato di Corso d’Italia, Camusso annuncia: “proporremmo a Cisl e Uil l’avvio di una mobilitazione per sostenere i rinnovi contrattuali nella P.A. e nel privato“, ha sottolineato il segretario generale della Cgil.

La protesta potrebbe prendere la forma di una “grande manifestazione nazionale di tutte le categorie“.

Quanto alla questione che riguarda il modello contrattuale, per Camusso si tratta di una “discussione aperta, anche se Confindustria tende a rinviare su questo”.

E, aggiunge Camusso, “nonostante i toni entusiastici di Confindustria sulla manovra, tutte le parti sociali hanno ricevuto uno schiaffo, visto che il tema degli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi non è neppure menzionato”.

Perché, ha concluso la sindacalista, “siamo sempre disponibili a un confronto ma in assenza di risorse è difficile immaginare una discussione seria”.

Sulla stessa linea, le dichiarazioni del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: con un budget inadeguato “non saremo disponibili a fare il contratto“. Il tentativo è quello di tenere insieme non solo le diverse vertenze, con già 7-8 milioni di lavoratori con il contratto scaduto, ma anche le tre sigle confederali, con un percorso che era stato avviato a luglio, quando erano stati riuniti tutti i delegati di Cgil, Cisl e Uil per lanciare il campanello d’allarme per quella che secondo il sindacato è un’emergenza destinata a scoppiare.

 

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