Dopo quanto accaduto qualche giorno fa, il 16 maggio, quando un 31enne, Salim El Koudri, ha guidato a velocità in mezzo alla folla, nel centro cittadino di Modena, si sta parlando di vari temi: dalla violenza cittadina, al terrorismo, al fondamentalismo religioso fino all’uso di armi.
In una intervista a Open, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha commentato, tra le varie cose, l’idea di installare nelle scuole dei metal detector per prevenire atti di violenza: “Sono idee deliranti. È il tentativo di risolvere il problema ‘qui e ora’ per avere consenso immediato. Ma non si affronta la questione vera. Su questo fronte, è una delusione politica totale. E sottolineo totale, non solo dell’attuale governo”.
“Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”: è questo uno dei passaggi (forse il più significativo) di una direttiva congiunta firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara) per cercare di contenere gli episodi di violenza nelle scuole, diffusa lo scorso 26 gennaio.
“Riguardo ai controlli di sicurezza – si legge ancora nella direttiva – tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione Il Ministro dell’Istruzione Il Ministro dell’Interno e del Merito di controlli mirati”.
“Nelle situazioni più gravi – prosegue il documento – previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”.