Continuiamo con le cronache dalle riunioni del Commissioni d’esame.
Dopo la prima puntata eccovi la seconda.
Ieri c’è stato il giorno di intervallo tra l’inizio dei lavori e l’inizio degli esami veri e propri: serve al sisstema per rimpiazzare i commissari che non si sono presentati, e serve alle commissioni per completare i lavori preparatori, se fosse necessario.
Si discuteva di un punto bizzarro nelle disposizioni sul nuovo esame: i commissari devono assolutamente interrogare solo nella materia per la quale sono stati nominati, e non possono chiedere nulla di propria iniziativa su altre materie per le quasi siano abilitati. Chi insegna italiano allo scientifico non può chiedere nulla di latino; chi insegna storia (è il mio caso) non può interrogare in filosofia; ma soprattutto, chi è nominato di matematica non può chiedere fisica.
La ragione di questa scelta sono oscure. La diminuzione del numero di commissari ha la “giustificazione” (se vogliamo chiamarla così) del risparmio (33 milioni, secondo i dati ufficiali: lo 0,6% del bilancio del ministero), ma questa contrazione del campo di valutazione proprio no.
Da sempre, e ovviamente, i colleghi che dovevano correggere gli scritti interrogavano anche all’orale, finendo quindi per disporre di fatto di due voti e quindi un peso maggiore nella composizione della valutazione finale: forse si voleva evitare che questa disparità crescesse ancora dopo aver ridotto il numero dei commissari? In realtà, si è creata una situazione paradossale: allo scientifico almeno sarà difficilissimo valutare gli studenti in fisica.
E visti i risultati dell’esame di fisica dello scorso anno a Medicina, questa non è una buona notizia. Infatti quando la materia del secondo scritto è matematica (e da vent’anni è così, anche se in teoria potrebbe essere fisica) il collega non può interrogare in fisica; se si volesse una valutazione degli studenti in questa materia, occorrerebbe nominare un altro commissario; ma gli insegnanti di ruolo nello scientifico sarebbero già impegnati come commissari di matematica.
Dove si troverebbero i commissari per interrogare fisica? In teoria si potrebbe pescare, naturalmente, negli altri istituti (classici, scienze applicate, istituti tecnici): ma sarebbe sempre necessario trovare docenti con la abilitazione necessaria a interrogare allo scientifico, e non è detto che ce l’abbiamo (al classico e agli istituti tecnici è richiesta la A-26, mentre allo scientifico è la A-27). Insomma: non solo fisica soffre da sempre di una “messa tra parentesi” allo scritto, ma da adesso in poi si potrà studiarla con meno impegno anche all’orale.
Un bel risultato, davvero…
Martino Sacchi