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17.06.2026
Aggiornato alle 17:16

Maturità 2026: con questi compensi è difficile definirlo l’esame del futuro

Alla scuola, quindi ai docenti, si continua a chiedere innovazione, responsabilità e qualità, ma ci si guarda bene dal riconoscere la professionalità.
La plenaria che ha aperto ieri l’Esame di Maturità 2026 segna l’avvio di una stagione di cambiamento. È stata infatti ridisegnata la struttura delle Commissioni, riducendo il numero dei componenti e aumentando così il carico di responsabilità per Presidenti e Commissari.

Ben vengano gli interventi finalizzati a rendere l’Esame di Stato più efficiente, coerente con le esigenze formative contemporanee e capace di valorizzare il percorso degli studenti. Tuttavia, come PSI, non possiamo ignorare una contraddizione che rischia di compromettere la stessa credibilità della riforma.
Mentre si parla di scuola del futuro, digitalizzazione, innovazione e semplificazione organizzativa, i compensi riconosciuti ai componenti delle Commissioni d’esame restano sostanzialmente ancorati ai valori definiti nel 2007.
In quasi vent’anni il costo della vita è profondamente cambiato, l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto delle retribuzioni e le responsabilità amministrative e professionali dei docenti sono aumentate in modo significativo. Eppure, per chi è chiamato a garantire la regolarità e la qualità dell’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, non si è registrato alcun adeguamento dei compensi.

Allo stesso modo dei salari di tutto il personale scolastico, oggi costretto a retribuzioni che si avvicinano sempre più alla soglia di povertà, la questione non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma soprattutto il mancato riconoscimento della professionalità docente.

Il PSI da tempo si batte affinché la valorizzazione del personale scolastico diventi una priorità politica.
Come PSI, chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Ministro Giuseppe Valditara di aprire un confronto finalizzato all’adeguamento dei compensi di Presidenti e Commissari, individuando risorse specifiche già a partire dalla prossima legge di bilancio.
La scuola italiana ha bisogno di riforme credibili e sostenibili, non di parole e improbabili riforme a costo zero. Sulla scuola pubblica italiana si investe, non si risparmia!

Luca Fantò
Responsabile nazionale Gruppo di lavoro PSI Scuola.

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