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Da “Pomeriggio 5” un attacco pesante al corpo docente italiano

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Parole dure quelle sentite ieri alla trasmissione televisiva “Pomeriggio cinque”, condotta da Barbara D’Urso sulla rete fininvest di “Canale 5”. Parole rivolte dall’assessore lombardo Viviana Beccalossi del gruppo “Fratelli d’Italia”, contro il corpo docenti italiano. 
Parole che vanno in contrapposizione con quelle, più autorevoli ed istituzionali, espresse, circa un mese fa, dal Presidente della Camera dei deputati, on. Laura Boldrini. Infatti mentre la Boldrini, con grande senso di riconoscenza, ha definito il corpo insegnanti come “
gli eroi del nostro tempo, che rappresenta l’Italia migliore che c’è e non si vede, l’Italia bella e sana che reagisce, invece l’assessore Beccalossi con grande animosità ha definito il corpo docenti come una “casta molto sindacalizzata”. 
Delle due l’una o gli insegnanti rappresentano, con il loro grande spirito di sacrificio ed anche mal pagati, l’Italia migliore che è sempre presente e che con abnegazione svolge anche un lavoro difficile e complesso pur con scarse risorse finanziarie, oppure è una casta privilegiata ed intoccabile. Bisogna dire che le critiche ingenerose della Beccalossi, rientravano in una discussione che voleva portare l’attenzione dell’opinione pubblica, su alcuni casi di insegnati spregevoli che abusano del loro potere per inveire, offendere e maltrattare anche fisicamente bambini e nel caso specifico della trasmissione un bambino autistico. 
La Beccalossi in trasmissione definisce la categoria degli insegnati la più sindacalizzata in assoluto tra tutte le categorie dei pubblici dipendenti e la ritiene intoccabile perché difesa a spada tratta dai sindacati. Inoltre sostiene che il corpo docente è una casta privilegiata, in quanto, a suo dire, può fare qualsiasi cosa gli pare, sapendo di non essere licenziata. 
Considerazioni forti ed allusive, che fanno passare un messaggio sbagliato e pericoloso. Infatti dalle parole dette, in un momento di animosità, sembrerebbe che i sindacati siano accusati di difendere le maestre che picchiano i bambini e che abusano del loro potere per fare violenza psicologica e fisica, sembrerebbe che la difesa dell’insegnante disturbato mentalmente e del suo posto di lavoro, venga prima della tutela del minore e della garanzia della sua sicurezza psico-fisica. Un discorso, spiace dirlo, fuori dalle righe e che evidenzia una furia ideologica e soprattutto non risolve i problemi legati ad un serio metodo di reclutamento degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. 
Si confonde la sana protesta e la giusta proposta sindacale volta a migliorare il sistema scolastico pubblico, con la difesa di atti criminali compiuti da singoli insegnanti, che in alcun modo troveranno mai sponda nei sindacati, ma piuttosto dovranno trovare difesa, con i loro avvocati privati, nel processo in tribunale. Mettere in relazione, così come ha fatto l’assessore lombardo in quota ai "Fratelli d’Italia", la lotta sindacale contro i tagli di 8 miliardi operati dalla Gelmini sulla scuola in questi anni, con queste vicende di cronaca giudiziaria, non solo è strumentale, ma anche poco edificante per chi opera con estrema deontologia nel mondo della scuola. 
A nostro parere è ingiusto offendere un’intera categoria, formata da tantissimi lavoratori onesti e preparati, per il semplice fatto che esiste qualche mela marcia da buttare fuori dal sistema scuola al più presto, sempre nel rispetto delle leggi e della giustizia.