Home Politica scolastica Decreto scuola, c’è la mano del sottosegretario Azzolina. E Pittoni promette battaglia

Decreto scuola, c’è la mano del sottosegretario Azzolina. E Pittoni promette battaglia

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Alla fine, il decreto-legge sulla scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 10 ottobre ha preso la direzione più orientata alla “meritocrazia” e alla selezione: quella che voleva il Movimento 5 Stelle.

Anche il riservato non sarà scontato

Rispetto alla versione del testo approvato ad inizio agosto con la formula del “salva-intese”, si è deciso di rendere più impegnative la prova d’esame del concorso riservato per la scuola secondaria: quella che secondo i ‘grillini’ nella versione precedente era poco più di una formalità (anche se in realtà esami e potenziali selezioni erano già previste).

Pure sul disegno di legge collegato alla legge di bilancio 2020 che predisporrà i Pas abilitanti, il M5S rimane della ferma intenzione di introdurre una vera prova di sbarramento, non molto diversa da quella che si attuava per partecipare alle Ssis: una condizione di partenza che difficilmente il primo partito di Governo porrà come trattabile ai tavoli tematici, dove, con i sindacati, si dovrà produrre la stesura definitiva delle norme sul reclutamento transitorio.

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Azzolina (M5S): risposte a giovani e vecchi prof

Ad esprimere tutta la sua soddisfazione per come stanno andando le cose è l’on. Lucia Azzolina, neo eletta sottosegretario all’Istruzione, che ha contrastato con fermezza l’avvio di eventuali concorsi riservati senza troppa selezione in entrata e meritocrazia in itinere.

“Con il decreto approvato oggi in Consiglio dei Ministri – scrive su Facebook la pentastellata – cominciamo a mettere ordine nel sistema di istruzione. Diamo risposte ai giovani che vogliono insegnare, a chi lo fa già da tempo come precario. Senza dimenticare i vincitori e gli idonei dei precedenti concorsi, oltre ai docenti delle graduatorie a esaurimento”.

La Azzolina allarga il discorso alle altre norme approvate, anche per eliminare alcuni disposizioni introdotte le Governo precedente, di cui faceva parte lo stesso M5S.

“Eliminiamo provvedimenti umilianti come la rilevazione biometrica delle presenze del personale scolastico. Garantiamo che il bonus per la valorizzazione del merito degli insegnanti sia assegnato anche ai precari, che sono insegnanti come tutti gli altri. Mettiamo risorse per l’efficientamento energetico delle scuole”.

“Mettiamo le basi per una scuola migliore. E lo facciamo pensando ai nostri studenti. La scuola è per loro. E abbiamo il dovere – conclude la ‘grillina’ – di farla funzionare al meglio. In tutte le sue componenti”.

Pittoni (Lega): l’intesa è un passo indietro

Di tutt’altro avviso si dice il leghista Mario Pittoni, l’ideatore del decreto precedente sottoposto al “salvo intese”, mai giunto in Gazzetta Ufficiale.

“Rispetto al documento di agosto, l’intesa è un passo indietro. E in Parlamento la Lega si prepara a combattere”, ha annunciato il responsabile Istruzione del Carroccio.

Un messaggio, quello del senatore Pittoni, che preannuncia anche battaglia in commissione Cultura di palazzo Madama, sulla cui poltrona più importante, quella del presidente, siede proprio lui.