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Decreto scuola. Toccafondi (IV) annuncia un nuovo emendamento per i docenti di religione. Pittoni attacca.

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Nella giornata del 26, approfittando del fatto che l’aula della Camera non ha lavorato sul “decreto scuola”, qualche parlamentare della maggioranza e dell’opposizione ha potuto dedicarsi ai duelli a distanza.

Mario Pittoni: “Con Toccafondi il Governo tocca proprio il fondo”

La “sfida” è stata lanciata da Mario Pittoni (Lega) che sta solo aspettando che il provvedimento arrivi alla Commissione Cultura del Senato per sferrare l’attacco definitivo.
“Il decreto ‘Ammazzaprecari’ in discussione alla Camera – ironizza Pittoni – non poteva che assestare una sonora sberla pure ai docenti di religione”.
Il senatore della Lega non si lascia sfuggire l’occasione di giocare anche con il cognome del suo rivale, il capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura della Camera: “Con l’emendamento Toccafondi il governo M5S-PD tocca proprio il fondo, negando ai precari di religione un diritto che hanno invece i loro colleghi abilitati della secondaria (Fit 2018) e di primaria/infanzia (concorso straordinario 2019). Di fatto in questo modo lo Stato disconosce il valore abilitante dell’idoneità ecclesiastica e riduce il peso di tale servizio rispetto a quello comune o disciplinare, mettendo fuorigioco quasi tre quarti dei precari da quindici anni in attesa di poter accedere al ruolo”.

La replica di Toccafondi

La risposta di Toccafondi non si fa attendere: “Il terrorismo psicologico che il Senatore della Lega Pittoni alimenta da giorni tra le diverse categorie del precariato non aiuta a trovare soluzioni”.
Toccafondi entra poi nel merito per difende il provvedimento: “Un decreto che la Lega voleva fosse solo un ‘salvaprecari’ è diventato uno strumento per assumere 48.000 docenti selezionati e motivati, 150 ispettori, i DSGA e per dare prime risposte ai precari della ricerca”.
Ma, subito dopo, non si fa mancare nulla quanto ad ironia: “Capisco che Pittoni possa sentirsi frustrato per non essere stato capace di fare lui tutto questo, ma non è un buon motivo per alimentare polemiche”.
“Per gli insegnanti di religione stiamo faticosamente cercando una soluzione dopo 15 anni e 10 ministri di ogni colore politico che ci hanno lasciato 13.000 docenti precari su 24.000 totali” afferma Toccafondi che subito aggiunge: “Se fosse stato per Pittoni e per il suo partito, la Lega, non avrebbero fatto nulla, come nulla hanno fatto quando la Lega era in maggioranza e il ministro leghista”.
“La soluzione trovata con il mio emendamento – conclude – non è pienamente soddisfacente e per questo ho presentato un nuovo emendamento per l’Aula per fare un ulteriore passo in avanti: concorso riservato per il maggior numero di posti consentito, da affiancare all’ordinario; superamento del limite del 70% che la norma attuale prevede per i contratti a tempo indeterminato”.

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Parla anche Paolo Lattanzio (M5S)

A dare man forte a Toccafondi è intervenuto nelle stesse ore il capogruppo del M5S in Commissione Cultura, Paolo Lattanzio che ha dichiarato: “Questo decreto è frutto di uno straordinario lavoro condiviso dalle forze di maggioranza, un metodo proficuo che ci auguriamo pervada d’ora in poi i lavori parlamentari; un percorso in cui competenze, visioni e forze differenti si sono alimentate e arricchite vicendevolmente per elaborare un testo chiaro, armonico e di ampio respiro. Senza voler sminuire il contenuto importantissimo del decreto, credo che il provvedimento che consegniamo ai senatori per la seconda lettura sia di così alta qualità proprio grazie al metodo che abbiamo deciso di utilizzare”.

Nella giornata di mercoledì 27 l’aula riprenderà i lavori e si inizierà anche ad esaminare gli emendamenti.
Il clima si preannuncia piuttosto caldo, sicuramente chi vorrà seguire il dibattito non avrà da annoiarsi.