Home I lettori ci scrivono Didattica a distanza: alunni iperconnessi, genitori perplessi

Didattica a distanza: alunni iperconnessi, genitori perplessi

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Sono un genitore di un ragazzo della 2^ media di una scuola del Veneto; a seguito della circolare inerente le decisioni del collegio dei docenti, vorrei sapere se, a scuola chiusa e con attività didattica sospesa, i docenti possano continuare a svolgere il loro impegno professionale e contrattuale come se fosse un tempo ordinario e se il suddetto collegio in assenza di disposizioni ministeriali possa deliberare e rendere attuative le decisioni intraprese senza considerare le famiglie che stanno vivendo un momento difficile.
Lo chiedo perché la situazione è  a dire poco assurda: i ragazzi devono essere collegati tutti i giorni dalle 8,30 ininterrottamente sulla piattaforma classroom, con diverse lezioni in successione con preavviso anche soltanto il giorno prima o lo stesso, il carico dei compiti è elevato, si fanno verifiche a tempo, interrogazioni ed appelli (è stato più volte detto che chi non si collega riceve un 4), spesso non è chiaro se è una esercitazione o un “compito in classe” con relativa valutazione.
Come si può valutare da casa con una comunicazione non sempre funzionante (audio e visione spesso interrotti per sovraccarico di internet).?
I ragazzi sono poi impegnati il resto della giornata ad eseguire compiti. Sono ormai settimane che non escono di casa, hanno stravolto le loro abitudini, la casa è ormai una prigione (altro che guerra vissuta comodamente sul divano !!).
La scuola è diventata pervasiva è entrata nelle nostre case senza alcun rispetto della privacy e del dolore familiare per i cari persi o che non si possono andare a trovare e che sono soli come i nonni anziani.
Un tempo di raccoglimento nella famiglia è diventato stressante per la paura di non essere al passo con i ritmi incalzanti dei docenti che devono continuare a produrre materiale da valutare. Molte famiglie poi hanno più figli che devono collegarsi e tra l’accavalamento, lo smart-working del genitore fortunato che può continuare a lavorare da casa, spesso non si hanno pc e GB a sufficienza. Ogni giorno bisogna scegliere chi deve essere penalizzato.
Qualcuno ha difficoltà economiche perché non può lavorare. Tutto il peso è sulla famiglia che psicologicamente provata ed impreparata a questo inferno. Per concludere a chi dobbiamo appellarci e  quale normativa consultare?

Lettera firmata

Icotea