Registrati

Prima Ora | notizie del 24 agosto

24.08.2026

Dimensionamento scolastico, meno scuole e sempre più grandi. Ogni preside gestisce 5,4 sedi e la complessità aumenta

Il sistema scolastico italiano, che si prepara a riaprire i battenti per l’avvio dell’anno scolastico 2026/27, sta attraversando una trasformazione profonda. Secondo l’edizione odierna de ‘Il Sole 24 Ore’ ci saranno sempre meno scuole e sempre più grandi, con una media di 5,4 sedi per ogni preside (contro le 4,9 del 2015).

Le strutture infatti diminuiscono per effetto della denatalità, e un numero sempre maggiore viene accorpato sotto un’unica amministrazione. Ai dirigenti vengono così affidati incarichi sempre più impegnativi. Secondo i dati del MIM, dal 2015 le posizioni di dirigenza si sono ridotte del 13%, a fronte di un calo delle scuole statali del 3,8%. L’accelerazione maggiore – spiega il quotidiano – è arrivata nel 2024, quando sono entrati in vigore i nuovi criteri di dimensionamento previsti dal PNRR: in un solo anno il numero delle autonomie scolastiche è diminuito di oltre 400 unità. In base a un decreto della Corte dei conti, la situazione dovrebbe restare stabile per due anni, mentre nell’anno scolastico 2029/30 perderanno una posizione ciascuna Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Sicilia.

La complessità maggiore

C’è un sistema con cui il ministero dell’Istruzione valuta la difficoltà gestionale delle scuole affidate a ogni dirigente, sulla base di un punteggio che riflette le caratteristiche delle istituzioni scolastiche. Gli istituti a complessità maggiore (fascia A) sono passati in due anni dal 23% al 27%. Nella fascia intermedia (B) si attesta il 62% degli istituti. La quota di scuole a elevata complessità maggiore si registra nelle province più popolose. Milano ha il 29%, Roma il 19% e Napoli il 17%.

Il record in Calabria

Ma il primato, con il 71% spetta a Vibo Valentia davanti a Pavia (69%) e Imperia (60%). A livello regionale – riporta sempre ‘Il Sole 24 Ore’ tutti i territori di Liguria e Piemonte (tranne Verbano-Cusio-Ossola) registrano un risultato superiore alla media italiana (con buona parte dell’area padana). Ultima Trieste (6,1%). Quanto più una dirigenza è ampia, tanto più il punteggio cresce. Tra gli indicatori il numero di docenti e studenti, la compresenza di gradi, indirizzi e sedi diverse in capo a una stessa posizione (o su più comuni).

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate