Si parla da mesi della cosiddetta “riforma della disabilità” che dovrebbe partire dal 1° gennaio 2027. Ma di cosa si tratta? Cosa cambierà? Quali sono i punti interessanti per famiglie e docenti di sostegno?
Ne avevamo parlato, dedicando a questo argomento un focus, la scorsa primavera. Ad agosto, a sei mesi dall’entrata in vigore della riforma, ci sono delle novità.
Intanto dal 30 aprile è disponibile un sito informativo con vari materiali. Ieri, durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri, la ministra per le disabilità Locatelli ha spiegato che ci sono ulteriori novità:
“Per la carta europea della disabilità sarà possibile fare la richiesta sulla piattaforma INPS come già attualmente, ma anche utilizzare l’app IO. Questa è una novità e andiamo in questa direzione della maggior digitalizzazione per semplificare e sburocratizzare”.
“Ci sarà anche una nuova categoria, cioè una carta destinata alle persone che hanno bisogno di sostegni intensi che sarà determinata dalla lettera A, di persone che hanno bisogno dell’accompagnamento e che hanno una grave disabilità o importanti necessità di supporto. Questo è in linea col decreto 62, la riforma sulla disabilità che stiamo portando avanti”.
Andiamo per ordine. Intanto si parla del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, modificato dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15. Questo documento, come riportato dal sito dell’INPS, ha riformato i criteri e le modalità di accertamento della condizione di disabilità, affidandola in via esclusiva all’INPS su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.
Dal 1° gennaio 2025 è stata avviata una prima fase sperimentale nelle province di Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. A partire dal 30 settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa, alle province di Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, nonché alla Regione autonoma della Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento.
A decorrere dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa ad ulteriori 40 province.
Ecco quali sono le principali novità: