Nella giornata di ieri, 8 maggio, il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, ha annunciato che l’Italia è arrivata all’8,2 % per quanto riguarda la dispersione scolastica. Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico ha commentato così la notizia:
“Un risultato derivante dallo stanziamento di risorse aggiuntive stanziate dal governo: adesso, però, è bene che si prosegui in questa direzione introducendo nuovi asili nido, i moduli nella scuola primaria e l’obbligo formativo tra i 3 e i 18 anni di età degli alunni”.
Per Pacifico “è importante quindi allargare l’obbligo scolastico, anticipandolo a tre anni e poi, ininterrottamente, sino alla fine della scuola secondaria di secondo grado, quindi fino al compimento dei 18 anni. Come tornare alla scuola primaria precedente alla riforma Gelmini. E introdurre un numero congruo di asili nido in tutto il territorio. Ma anche incrementare l’organico del personale scolastico: la presenza di insegnanti formati sugli alunni a rischio abbandono scolastico è l’elemento più importante per scongiurare l’esito peggiore, che sarebbe proprio la decisione di allontanarsi dai banchi di scuola. Da questo punto di vista abbiamo sicuramente apprezzato l’introduzione della figura del tutor, che ha tra le altre finalità anche quella di combattere contro gli studenti che hanno difficoltà nei processi formativi”.
L’Italia registra per la prima volta un tasso di dispersione scolastica inferiore alla media europea. A dirlo un comunicato del ministero dell’Istruzione e del Merito:
“I dati recentemente pubblicati da EUROSTAT relativi al 2025 sulla dispersione scolastica in Europa sono estremamente positivi per il nostro Paese. L’Italia si attesta all’8,2%, al di sotto della media UE del 9,1%, con risultati migliori rispetto a Paesi come la Germania, al 13,1%, e la Finlandia, al 9,9%. Si conferma addirittura superato con 5 anni di anticipo l’obiettivo europeo di un tasso di dispersione del 9% entro il 2030.
Il dato assume particolare rilievo proprio grazie al raffronto internazionale: mentre in Italia la dispersione scolastica è in netta diminuzione, in altri Paesi europei, a iniziare dalla Germania, si osserva una tendenza opposta. Un risultato storico per il sistema scolastico nazionale che conferma l’efficacia delle misure adottate e pone le basi per ulteriori sviluppi positivi nei prossimi anni.
Nel recente rapporto Joint Employment della Commissione europea che si basa sui dati EUROSTAT si riconosce, fra l’altro, l’importanza di Agenda Sud come buona pratica”.
“Per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia, Campania che oggi per la prima volta registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Una significativa riduzione della dispersione anche in Sicilia e Sardegna.
Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica, garantendo la effettività del diritto allo studio. Un ringraziamento particolare ai docenti della scuola italiana che hanno contribuito al raggiungimento di questo storico risultato”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.