BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
15.04.2026

Omicidio Massa, fermato anche un 17enne che ha preso a pugni la vittima: andava a scuola di rado

Omicidio Massa, c’è un arrestato minorenne: si tratta di un pugile di 17 anni. Sarebbe stato lui a colpire con due violenti fendenti l’uomo di 47 anni ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile per strada, davanti alla compagna e al figlio, solo per aver rimproverato un gruppo di ragazzi.

Tre giovani hanno ricevuto un decreto di fermo per omicidio volontario: si tratta di 3 giovani, un ragazzo di 19 anni e uno di 23, e ora anche un minorenne, di diciassette anni.

Come riporta La Repubblica, tutto si sarebbe consumato in pochi istanti: il gruppo si sarebbe azzuffato con il cognato della vittima: il 17enne “avrebbe scambiato pugni” con lui, poi uno dei due maggiorenni lo avrebbe bloccato “per renderlo inoffensivo” e l’altro lo avrebbe colpito.

Il 47enne a quel punto sarebbe intervenuto: da qui una breve colluttazione con il diciassettenne (“Mi ha dato una testata”, ha detto il giovane nel primo interrogatorio), fino a quando è crollato sull’asfalto per un violentissimo colpo al volto. Un secondo pugno gli sarebbe stato assestato mentre era già a terra. Incuranti delle urla strazianti del piccolo e della compagna, infine, gli altri due arrestati si sarebbero avventati sulla vittima, e uno dei due gli avrebbe sferrato “un calcio in pieno viso”.

Il 17enne sarebbe un ex pugile che andava saltuariamente a scuola e non lavorava. Il padre, di recente, si era detto preoccupato per il figlio che frequentava brutti giri e aveva abbandonato uno sport formativo.

La difesa

“C’è, esiste, una ricostruzione alternativa — dice l’avvocato che assiste il minorenne — Lui è molto provato”. Con una nota, sul caso interviene poi la procuratrice dei minori di Genova, Tiziana Paolillo, che ribadisce “la delicatezza e complessità del procedimento e la necessità che le indagini siano svolte con la giusta attenzione e tranquillità”, rivolgendo un appello al rispetto della privacy dei minorenni coinvolti.

Le parole di Salvini

Salvini, a Telelombardia, così come riportato da Adnkronos, ha citato esplicitamente il divieto di utilizzo degli smartphone in classe, sottolineando come si tratti di un passo importante ma non sufficiente: “Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione a dire che in classe non si entra con il telefonino, però bisogna responsabilizzare le famiglie”.

La scuola, dunque, viene vista come un presidio educativo fondamentale, ma non autosufficiente. Secondo il vicepremier, non può essere lasciata sola nella gestione di fenomeni che nascono e si sviluppano anche al di fuori delle aule, spesso nel contesto familiare e nell’uso incontrollato dei social.

Genitori sotto accusa: “Devono risponderne loro”

Il cuore della proposta riguarda proprio le famiglie. Salvini ha annunciato lo studio di una norma che possa colpire direttamente i genitori, anche sotto il profilo economico e penale: “Bisogna intervenire anche economicamente e penalmente a casa di quei genitori”.

E ancora: “Se il figlio fa casino a scuola o in manifestazione, pagano mamma e papà”.

Il ragionamento parte dalla convinzione che i genitori abbiano un ruolo determinante nell’educazione dei figli, anche rispetto all’uso della tecnologia: “Qualcuno ti compra l’ultimo modello di iPhone e qualcuno ti mette la password che ti permette di accedere a TikTok e Instagram. E quel qualcuno sono i genitori”.

Salvini, in un post sui social, ha posto interrogativi diretti sul contesto familiare dei giovani coinvolti: “In che famiglie sono cresciuti, come sono stati ‘educati’, dov’erano i loro genitori mentre ammazzavano un papà davanti al figlio?”.

E ha ribadito con forza: “Non basta la scuola, non bastano telecamere e Polizia, bisogna dare responsabilità alle famiglie”.

La proposta allo studio punta a introdurre conseguenze più severe per le famiglie, con l’obiettivo dichiarato di prevenire comportamenti violenti e responsabilizzare maggiormente i genitori.

Come sintetizzato dallo stesso Salvini: “Devono risponderne loro. Questa è la norma che stiamo studiando”.

Il dibattito resta aperto, soprattutto sul delicato equilibrio tra responsabilità familiare, ruolo educativo della scuola e tutela dei minori.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate