BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
30.04.2026

Dispositivi digitali e formazione del personale, ANP: “Dal MIM tante risorse ma a serio rischio di inutilizzabilità”

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha recentemente varato una serie di provvedimenti di portata strategica per il futuro della scuola italiana. Si tratta di investimenti che puntano a potenziare il “capitale umano, la coesione sociale, l’innovazione e la produttività” attraverso la diffusione di dispositivi digitali e percorsi formativi di alta qualità per docenti e personale ATA. Tuttavia, dietro l’entusiasmo per le risorse stanziate, emerge una realtà fatta di ostacoli burocratici e paradossi contrattuali che rischiano di vanificare gli sforzi.

L’ostacolo delle scadenze e la rigidità collegiale

Il primo nodo critico riguarda le tempistiche. Per aderire ai bandi relativi a tablet e formazione (con scadenze fissate rispettivamente al 12 e 15 maggio 2026), le scuole devono presentare delibere formali degli organi collegiali. Una richiesta che l’ANP definisce strutturalmente incompatibile con l’organizzazione delle istituzioni scolastiche.

L’Associazione ricorda che il Piano delle attività dei docenti, predisposto a inizio anno, non può essere stravolto per seguire ogni singolo avviso ministeriale. Il rischio è che le delibere diventino il frutto di “un’estemporaneità imposta dall’emergenza“, o peggio, che le scuole prive di una delibera generale preventiva restino tagliate fuori da opportunità cruciali di crescita.

Formazione del personale

Il punto di rottura più evidente riguarda però la formazione del personale. Se da un lato il Ministero finanzia moduli ambiziosi (fino a 60 ore per i docenti), dall’altro il quadro contrattuale vigente (CCNL 2019/2021) sembra remare contro.

L’ANP denuncia una vera e propria “profonda distonia tra le ambizioni del sistema e i vincoli contrattuali“. Il contratto attuale limita infatti a sole 80 ore annue le attività funzionali all’insegnamento; superata questa soglia, la formazione diventa facoltativa e deve essere retribuita con un fondo d’istituto sempre più povero. Di fatto, la formazione obbligatoria prevista dalla legge resta “una norma sulla carta: nessuno la può davvero esigere“.

Dirigenti: responsabilità senza potere

In questo scenario, la figura del Dirigente Scolastico si trova in una posizione paradossale. L’ANP parla apertamente di una “schizofrenia sistemica“, in cui al preside viene chiesto di centrare target formativi altissimi senza avere gli strumenti legali per garantire la partecipazione del personale.

È una responsabilità senza potere, insostenibile per come è strutturata“, attacca l’Associazione, chiedendo un intervento urgente al Ministro Valditara. La richiesta è chiara: per trasformare la scuola, le risorse non bastano se il quadro contrattuale continua a trattare l’aggiornamento professionale come un semplice “optional”.

L’appello finale dell’ANP è un monito per l’intero Paese: “La formazione dei docenti è un investimento per il Paese, non un peso per la categoria“.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate