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02.05.2026

Docente mette “3” in una verifica agli assenti, la ds apre un procedimento disciplinare: la valutazione non è uno strumento punitivo

Il voto scolastico non può essere usato per sanzionare un comportamento: è quanto stabilito dal Tribunale di Modena, che ha confermato il provvedimento disciplinare inflitto a una docente di scuola superiore per aver assegnato un “3” d’ufficio a studenti assenti nel giorno di una verifica programmata.

L’assenza strategica e la sanzione

Tutto nasce durante lo scorso anno scolastico, come riporta Il Mattino, quando la professoressa si trovò di fronte a un’assenza di massa nel giorno del compito di matematica. Convinta si trattasse di un’astensione deliberata, non si limitò a registrare l’assenza sul registro elettronico, ma inserì anche il voto minimo, accompagnato dalla nota: “Assenza strategica per non fare la verifica”. La contestazione degli studenti spinse la dirigente scolastica ad aprire un procedimento disciplinare. Secondo la presidenza, il voto deve certificare il livello di preparazione raggiunto e non può diventare uno strumento punitivo per le scelte comportamentali degli alunni. La docente ricevette una sanzione disciplinare scritta.

La sentenza del Tribunale di Modena

L’insegnante ha impugnato il provvedimento, ma il giudice del lavoro le ha dato torto. Nelle motivazioni della sentenza, il tribunale ribadisce un principio fondamentale dell’ordinamento scolastico: non è possibile assegnare un voto di profitto per una prova alla quale lo studente non ha partecipato. Il dispositivo recita che nessuna infrazione disciplinare legata al comportamento può influire sulla valutazione degli apprendimenti, e che il giudizio sulla condotta deve restare separato da quello sul rendimento. In pratica, se un’assenza è ritenuta ingiustificata o strumentale, può incidere sul voto di comportamento a fine quadrimestre, ma non può tradursi in un’insufficienza immediata nella materia.

Un confine che vale per tutti

La vicenda solleva una questione che riguarda l’intero sistema scolastico: dove finisce la valutazione del merito e dove inizia la sanzione disciplinare? La sentenza modenese traccia una linea netta. Strumenti e finalità devono restare distinti: i voti misurano la preparazione, il registro disciplinare registra i comportamenti. Confonderli, anche con le migliori intenzioni pedagogiche, espone i docenti a conseguenze sul piano legale e contrattuale.

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