Una lettera inviata a esami conclusi agli studenti appena diplomati è diventata il centro di un caso che sta facendo discutere il mondo della scuola. Dopo il messaggio, nel quale il docente invitava i ragazzi a non dimenticare quanto accade a Gaza, è stata avviata un’ispezione da parte dell’Ufficio scolastico regionale. La vicenda ha suscitato proteste e numerose attestazioni di solidarietà da parte di colleghi e studenti.
Il messaggio era stato inviato al termine dell’Esame di Stato, quando gli studenti avevano già concluso il loro percorso scolastico. Dopo le congratulazioni per il diploma, il docente li invitava a mantenere uno sguardo attento su ciò che accade nel mondo e a non dimenticare la situazione di Gaza, richiamando il valore della consapevolezza e del senso critico.
In seguito alla diffusione della vicenda, l’Ufficio scolastico regionale ha avviato un’ispezione, ascoltando alcuni ex studenti in merito alla condotta dell’insegnante. La decisione è stata contestata da parte del personale scolastico, che ha evidenziato come il messaggio fosse rivolto a ragazzi ormai maggiorenni e diplomati.
Sulla vicenda sono intervenuti anche gli studenti di Osa e Usb Scuola, che attraverso un post sui social hanno denunciato quanto accaduto, parlando di un’ispezione finalizzata a contestare il comportamento del docente. Le due organizzazioni hanno espresso solidarietà all’insegnante e agli ex studenti coinvolti.
In una nota hanno affermato: “Il collegio docenti e due rappresentanti degli studenti dell’istituto hanno giustamente protestato contro questo caso gravissimo”. E ancora: “Non accettiamo le ingerenze governative di un esecutivo che vuole docenti silenti, studenti delatori e una scuola gabbia”.
A sostegno del docente si sono schierati numerosi colleghi e studenti, che ritengono la vicenda legata soprattutto alla libertà di espressione. Secondo gli insegnanti che hanno preso posizione, la lettera rappresentava una comunicazione privata rivolta a ex alunni ormai usciti dalla scuola e non un’attività didattica.
Anche gli studenti hanno espresso pubblicamente la propria vicinanza al professore, dichiarando: “Non saremo delatori contro i lavoratori della scuola perché siamo alleati nella lotta per una formazione e un mondo più giusti”. Nel frattempo è stata avviata una petizione online in solidarietà al docente e a favore della libertà di espressione dentro e fuori dalle aule scolastiche, che ha già raccolto oltre settemila firme.