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Docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, per Flc-Cgil Sicilia è misura inaccettabile. Ricorso al Tar

Redazione

La Flc-Cgil, attraverso un comunicato del segretario generale, Adriano Rizza, e del componente della segreteria regionale Fabio Cirino, esprimono forte contrarietà nei confronti  del Decreto Ministeriale n. 32 del 26 febbraio 2025, che consente alle famiglie di richiedere la conferma del docente di sostegno per l’anno scolastico successivo.

In particolare scrivono: “Il provvedimento presentato come uno strumento per garantire la continuità didattica, in realtà rischia di compromettere i principi di trasparenza e imparzialità nelle procedure di reclutamento. La riconferma del docente su base ‘discrezionale’ non valorizza il merito né rispetta le graduatorie, ma apre la porta a logiche privatistiche e a un pericoloso scivolamento verso un modello di scuola ‘a domanda individuale’”.

“Lungi dal risolvere l’annosa questione del precariato – continuano Rizza e Cirino – questa norma lo cristallizza e lo generalizza. I docenti di sostegno vengono sottoposti a un’ulteriore forma di ricattabilità, legando la continuità del loro incarico non a procedure oggettive ma alla richiesta delle famiglie e a valutazioni discrezionali dei dirigenti scolastici”.
“È inaccettabile – proseguono – che vengano confermati anche docenti privi della specializzazione, magari a discapito di chi ha investito tempo e risorse per conseguire titoli abilitanti. Inoltre, la priorità accordata alle conferme rischia di penalizzare persino chi gode di precedenze riconosciute dalla normativa vigente. La gestione di centinaia di richieste di conferma rappresenta un aggravio enorme per segreterie e dirigenti scolastici, già sottoposti a carichi di lavoro e responsabilità significative”.

La riconferma, viene inoltre chiarito, riguarda solo i docenti precari e non i docenti di ruolo che ogni anno producono domanda di utilizzazione e/o assegnazione provvisoria e dunque, la Flc-Cgil ha “già impugnato il provvedimento dinanzi al TAR”, continuando “a contrastare questa norma in ogni sede politica, sindacale e giuridica, perché la continuità didattica non si costruisce con scorciatoie che alimentano precarietà, ma con investimenti seri e stabilizzazioni del personale specializzato”.

Ma non solo, il sindacato è pronto a fornire “assistenza legale ai docenti che sono stati superati nelle rispettive graduatorie, soprattutto se non hanno preso incarico” e ribadisce “che la qualità della scuola pubblica passa dal rispetto delle regole, dal riconoscimento del merito, dalla stabilità del lavoro e dalla garanzia dei diritti degli studenti e dei docenti. 

“Per garantire continuità occorre investire e non tagliare sull’istruzione e soprattutto trasformare i posti di sostegno in deroga, che in Sicilia ammontano a 15.448 su un totale di 29.578, in posti in organico di diritto. 

“Occorre quindi stabilizzare e ampliare gli organici a garanzia della stabilità lavorativa e della dignità di tantissimi docenti precari ma soprattutto a tutela degli alunni che hanno il diritto di avere garantita la continuità didattica con docenti di ruolo stabili e non precari”.

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