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Prima Ora | notizie del 28 agosto

28.08.2026

Docenti idonei PNRR: prima la stabilizzazione, poi nuovi canali di reclutamento. Tutti vogliono il “doppio canale”

Prima stabilizzare gli idonei dei concorsi PNRR, poi discutere di nuovi canali di reclutamento. È la richiesta avanzata da UDIP – Unione Docenti Idonei PNRR e Pubblici Concorsi e dal Movimento ST.U.D.I.O., che in una nota diffusa il 28 agosto intervengono nel dibattito sul reclutamento del personale scolastico.

Al centro della richiesta ci sono i docenti che hanno superato tutte le prove previste dalle procedure concorsuali PNRR e che risultano inseriti negli Elenchi regionali degli idonei. Secondo le due organizzazioni, questo bacino dovrebbe essere utilizzato prioritariamente per le assunzioni, prima dell’eventuale apertura di nuovi percorsi di reclutamento, come il cosiddetto «doppio canale» attualmente al centro del confronto parlamentare con il DDL 545 in discussione al Senato.
«Prima si scorrono gli Elenchi regionali e si stabilizzano tutti i docenti idonei ai concorsi PNRR, e poi il resto», affermano UDIP e Movimento ST.U.D.I.O., che chiedono un piano di assunzioni «reale e continuo» per contrastare il precariato.

Il nodo degli idonei

La questione riguarda le migliaia di candidati che hanno superato tutte le prove dei concorsi PNRR senza tuttavia rientrare immediatamente tra i vincitori destinatari delle assunzioni. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto gli elenchi regionali degli idonei, richiamati nel comunicato con riferimento al D.L. 45/2025 e al D.M. 68/2026.
Per le associazioni promotrici dell’iniziativa, l’istituzione di questi elenchi rappresenta il riconoscimento di un percorso concorsuale già completato e non dovrebbe quindi tradursi in una nuova e prolungata condizione di precarietà.

Gli idonei, sostengono UDIP e Movimento ST.U.D.I.O., sono docenti che hanno affrontato e superato una procedura pubblica e che costituiscono un «naturale bacino» per le assunzioni. Da qui la richiesta di procedere allo scorrimento delle graduatorie regionali e a una revisione della programmazione assunzionale, anche attraverso interventi sugli organici.

Il concorso deve restare centrale

Nella nota le due organizzazioni richiamano anche l’articolo 97 della Costituzione, secondo il quale l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni avviene mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
Secondo i promotori dell’appello, l’introduzione di canali paralleli di reclutamento prima del completo utilizzo degli Elenchi regionali rischierebbe di penalizzare docenti che hanno già superato una procedura concorsuale.
UDIP distingue inoltre tra il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, considerata un titolo professionale, e il superamento di un concorso pubblico. Le due organizzazioni sostengono che questa distinzione dovrebbe avere un peso nel definire le priorità delle future assunzioni.
Nella nota vengono citati anche precedenti interventi legislativi sul reclutamento scolastico, ma, secondo l’associazione, eventuali deroghe o procedure straordinarie non dovrebbero rallentare la stabilizzazione degli idonei PNRR.

Il confronto sul precariato

Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulle strategie per ridurre il precariato nella scuola. Per UDIP e Movimento ST.U.D.I.O. non sarebbe necessario individuare nuovi bacini di reclutamento prima di aver utilizzato quello già costituito dai docenti idonei.
«Il grande bacino di decine di migliaia di idonei presenti nelle graduatorie degli Elenchi regionali rappresenta la concreta e naturale risposta al precariato», sostengono i due movimenti.
Le organizzazioni chiedono dunque alle istituzioni e agli attori coinvolti nel dibattito di concentrare gli interventi sul completamento delle procedure già avviate e su un piano di stabilizzazione degli idonei.

«Non intendiamo esprimere un giudizio nei confronti di altri colleghi o di altre categorie – precisano – ma ribadire il peso specifico delle procedure concorsuali, degli esiti e delle idoneità».
L’appello è quindi rivolto al Governo, al Parlamento e alle istituzioni scolastiche: per i docenti idonei PNRR, la priorità deve essere il riconoscimento del percorso già superato attraverso il concorso e il conseguente inserimento in un piano assunzionale capace di ridurre in modo concreto il precariato nella scuola.

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