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Reclutamento docenti: la vera continuità didattica e il paradosso del doppio canale

Oggi, 29 luglio, il Senato riprende la discussione sulla riforma del reclutamento dei docenti. È il momento di fare chiarezza basandosi sui fatti e sul funzionamento reale della nostra scuola.

Migliaia di docenti lavorano da anni non solo sullo stesso grado e sulla stessa materia, ma addirittura nella stessa scuola: questa è la dimostrazione inconfutabile che non si tratta di esigenze temporanee, ma di posti reali che devono essere immediatamente convertiti da “organico di fatto” ad organico di diritto. Continuare a mantenere questo stato di cose serve solo a far risparmiare lo Stato sulle spalle di professionisti ultra-titolati, costretti a finanziare a proprie spese corsi su corsi per non perdere punteggio: un caso unico nel pubblico impiego, in un comparto tra i meno pagati d’Europa.

Tutto questo calpesta i diritti dei lavoratori e compromette il buon andamento della Scuola pubblica, penalizzando in primis gli studenti. Aver superato quota 100.000 docenti precari sul sostegno, arrivando persino a superare il numero dei docenti di ruolo, è uno scandalo che richiede un intervento immediato.

La vera continuità didattica non si fa legando l’insegnante al “gradimento” o alla conferma annuale delle famiglie — un meccanismo che stravolge la trasparenza delle graduatorie e lascia il docente ciclicamente “orfano” a fine ciclo —, ma stabilizzandolo di ruolo nell’istituto.

A dimostrazione che la stabilizzazione per titoli ed esperienza è una modalità legittima e già pienamente operativa nello stesso Ministero dell’Istruzione, basta guardare i decreti pubblicati proprio in queste ore dagli Uffici Scolastici d’Italia (come quello dell’USP di Pisa del 28 luglio): il personale A.T.A. viene regolarmente immesso in ruolo tramite graduatorie permanenti per soli titoli e servizio, senza quiz a crocette.

Se l’esperienza sul campo e i titoli valgono per l’immissione in ruolo degli ATA, devono valere allo stesso modo anche per i docenti. L’unica soluzione giusta è dare a questi lavoratori ciò che spetta loro, convertendo i posti in organico di diritto e attuando un Doppio Canale di Reclutamento effettivo: inserire l’appartenenza alla I fascia GPS (docenti abilitati e specializzati) come requisito d’accesso al ruolo al 50% contestuale, al pari del 50% destinato agli idonei e vincitori di concorso. Modifiche al testo e doppio canale subito!

Maria Pandolfo

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