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Prima Ora | notizie del 28 agosto

28.08.2026

Rientro a scuola, ma non per tutti: nelle periferie milanesi la dispersione arriva al 24%

Per milioni di studenti settembre significa il ritorno sui banchi di scuola. Per molte famiglie, però, il nuovo anno scolastico comincia con una spesa sempre più difficile da sostenere. Zaini, quaderni, astucci, libri e strumenti tecnici arrivano a costare in media 673 euro per studente, con un aumento del 2,3% rispetto al 2025, secondo le stime citate da Federconsumatori.

Andare a scuola costa

Un costo che può pesare in modo significativo sui bilanci familiari, soprattutto in presenza di più figli in età scolare. E che, nelle situazioni di maggiore fragilità economica, può trasformarsi in un ulteriore ostacolo al pieno esercizio del diritto allo studio.
È in questo contesto che Fondazione l’Albero della Vita rilancia la campagna «Back To School», con la distribuzione di 500 kit scolastici nelle sei città italiane in cui è presente: Milano, Genova, Perugia, Napoli, Catanzaro e Palermo.
L’iniziativa vuole offrire un aiuto concreto alle famiglie, ma si inserisce in un’attività educativa che la Fondazione porta avanti durante tutto l’anno, attraverso il supporto allo studio, laboratori per lo sviluppo delle competenze, attività STEM, iniziative culturali, percorsi di educazione al rispetto e al superamento degli stereotipi di genere, oltre a opportunità di accesso alla pratica sportiva.

Povertà e dispersione, il rischio per i minori

In linea generale, il quadro nazionale resta segnato da profonde disuguaglianze.
Secondo i dati Istat citati dalla Fondazione, nel 2025 il 22,6% della popolazione italiana era a rischio di povertà o esclusione sociale, pari a circa 13,3 milioni di persone.
La condizione dei minori appare ancora più delicata: nel 2024 il 26,7% dei ragazzi sotto i 16 anni risultava a rischio di povertà o esclusione sociale, con maggiori criticità nel Mezzogiorno e nelle Isole.
Sul fronte della dispersione scolastica il dato nazionale è in calo, ma continuano a emergere marcate differenze territoriali. Secondo i numeri riportati nel comunicato, il fenomeno si attesta all’8,2% nel 2025, con valori che variano dal 6,9% nel Nord al 10,1% nel Sud e al 13,7% nelle Isole.

Milano, il divario tra centro e periferie

In Lombardia la dispersione scolastica è indicata al 7,7%, un valore inferiore alla media nazionale riportata dalla Fondazione. Il dato regionale, tuttavia, non restituisce le profonde differenze che possono esistere all’interno dei singoli territori.
Milano rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa disuguaglianza. Secondo i dati di Openpolis citati nel comunicato, in alcune aree periferiche della città la dispersione scolastica raggiunge l’11,4%, con picchi fino al 24%.
Numeri che evidenziano come il fenomeno non possa essere analizzato soltanto attraverso le medie regionali o cittadine. Dietro i dati complessivi esistono quartieri e comunità in cui le difficoltà economiche e sociali incidono più profondamente sui percorsi educativi.

La vera sfida si vince ogni giorno

«La scuola, davvero inclusiva e socialmente solida, è il luogo in cui un bambino, una bambina, un ragazzo o una ragazza impara a guardare all’adulto che sarà: consapevole, orientato al futuro e ben radicato nei valori della cittadinanza, del merito e dell’accoglienza», afferma Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.
«I kit scolastici che noi distribuiamo – aggiunge – nascono per abbattere lo stigma della povertà e fare un primo passo nella lotta alla dispersione, ma la vera sfida si vince ogni giorno. Per questo siamo presenti accanto ai minori e alle loro famiglie durante tutto l’anno, affinché l’istruzione sia, e rimanga sempre, la più potente leva di riscatto e crescita personale».
Nel corso del 2025, la Fondazione riferisce di aver intercettato e supportato in tutta Italia 8.312 persone e di aver coinvolto oltre 4.100 minori nelle proprie attività sul campo.

La storia di Marco

Dietro i numeri della povertà educativa ci sono storie quotidiane che spesso restano invisibili. Come quella di Marco, nome di fantasia, 11 anni, residente nel quartiere di Baggio.
Dopo aver frequentato la prima media, i suoi risultati in matematica e geometria erano tra i più bassi della classe. Marco ripeteva ai genitori, agli insegnanti e ai compagni di non amare quelle materie e di non sentirsi portato per lo studio tecnico.
In realtà, il problema era un altro: non disponeva degli strumenti necessari per seguire le lezioni, dal compasso alle squadrette, fino all’album da disegno tecnico e alle mine. Conoscendo le difficoltà economiche della propria famiglia, non voleva chiedere ai genitori una spesa aggiuntiva.

Così quella mancanza si era trasformata, almeno in apparenza, in disinteresse. Una fragilità economica rischiava di diventare una difficoltà scolastica e, forse, un giudizio sulle sue capacità.
Grazie al sostegno degli educatori e alla possibilità di ottenere il materiale necessario, Marco ha potuto affrontare la scuola con maggiore serenità. Una vicenda che, secondo la Fondazione, mostra quanto dietro un brutto voto o una difficoltà apparentemente individuale possa talvolta nascondersi una condizione economica che resta invisibile.
È anche per intercettare queste fragilità che la campagna «Back To School» intende andare oltre la semplice consegna di un kit scolastico. Perché garantire a ogni bambino gli strumenti per cominciare l’anno nelle stesse condizioni degli altri può rappresentare il primo passo di un percorso più ampio, nel quale l’istruzione resta una delle principali leve di inclusione, crescita e riscatto sociale.

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