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Aggiornato il 09.07.2025
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Docenti precari, il “ritratto” dei 200mila annuali: donna quarantenne che lavora nelle secondarie del Nord

Nuovo anno scolastico, nuova traversata nel deserto per i supplenti italiani. Anche quest’anno saranno oltre 200mila i precari che andranno a colmare i vuoti nelle scuole del Belpaese. In attesa di conoscere i numeri esatti delle cattedre che saranno assegnate – proprio oggi il ministero dell’Istruzione e del Merito incontrerà i sindacati per un’informativa sulle immissioni in ruolo La Tecnica della Scuola ha spulciato gli open data relativi ai supplenti dell’a.s 2023/24, gli ultimi pubblicati da Viale Trastevere. Quell’anno sono stati oltre 232 mila i precari che hanno lavorato nelle scuole italiane. Scavando un po’ più in profondità nei numeri, emerge un “ritratto” del supplente tipo, che è molto di più di una cifra su un documento.

La maggioranza dei precari è donna

Dall’analisi risulta che il supplente, in due casi su tre, è donna. Le docenti infatti sono state oltre 180 mila, a fronte di “soli” 50 mila uomini. Nella metà dei casi il supplente ha fino a 44 anni, mentre i posti sono stati divisi equamente tra comuni e di sostegno.

La quota dei contratti fino al termine delle attività scolastiche (al 30 giugno) ha sfiorato il 60%, mentre il restante 40% ha avuto un contratto annuale (al 31 agosto). Il rapporto dà conto anche del tipo di contratto applicato. Solo nel 20% dei casi è stato finalizzato al ruolo, mentre nel 65% dei casi è stato a orario intero.

In che grado di scuola insegnano?

Per quanto riguarda la distribuzione, dai dati risulta che i supplenti hanno lavorato per il 28,5% nella scuola secondaria di II grado, quindi nei licei e negli istituti tecnici e professionali. Un altro 28,5% ha preso servizio nelle scuole secondarie di I grado, cioé alle medie, mentre il 24,5% nella scuola primaria. Infine il 18,5% ha lavorato nella scuola dell’infanzia.

La distribuzione territoriale, invece, premia il Nord, dove si registra la maggior parte dei posti da coprire. Soprattutto da parte di supplenti del Mezzogiorno, con tutte le difficoltà logistiche del caso. La regione che ha attratto più supplenti in assoluto è stata la Lombardia, con oltre 45mila posti, 15mila dei quali nella sola Milano. Seguono il Lazio con circa 23mila posti, il Piemonte e l’Emilia-Romagna con 20mila, Campania, Sicilia e Toscana con circa 15mila.

Oltre la metà dei supplenti ha fino 44 anni

Tornando all’età dei supplenti, come detto oltre la metà ha fino a 44 anni. In questo numero rientrano i precari fino ai 34 anni, che sono il 24%, e quelli tra 35 e 44, che sono il 28%. Tuttavia ci sono anche docenti molto più anziani che non riescono a uscire dal meccanismo delle supplenze. Nello specifico, il 27% ha tra i 45 e i 54 anni, ma c’è anche un 22% di over 54.

Anni e anni di precariato, con ovvie conseguenze sugli stipendi e la qualità della vita, che nei mesi scorsi avevano allarmato anche la Commissione Europea, che a febbraio 2025 aveva messo in mora l’Italia, denunciando “condizioni discriminatorie” per gli oltre 200mila supplenti annuali, nonché per alcune decine di migliaia di precari “brevi e saltuari”. Il Governo italiano ha avuto due mesi di tempo per rispondere. Al momento, non è chiaro se la procedura si sia chiusa con un’archiviziazione o se l’iter d’infrazione vada avanti.

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