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28.06.2026

Due italiani su tre non leggono neanche un libro l’anno: torna “ioleggoperché”, l’iniziativa Aie per donare testi alle biblioteche scolastiche

Nell’era del digitale interattivo e dell’intelligenza artificiale “mangia tutto” ha ancora senso leggere i libri di carta? Gli esperti di apprendimento sostengono di sì. E la scuola rimane uno dei luoghi prediletti per trasmettere il valore della lettura su supporto tradizionale: per favorire un maggiore impatto culturale e sociale dei libri tra gli studenti e nei territori, le biblioteche scolastiche mantengono tutto il loro apporto.

Gli italiani poco propensi alla lettura

Vale la pena ricordare che gli italiani non sono grandi lettori di libri: solo il 40%, in maggioranza le donne, legge spontaneamente almeno un libro all’anno (per motivi non scolastici o professionali), contro il 60% che non ne legge neanche uno. E comunque la larga maggioranza di chi si dedica alla lettura di un libro continua a farlo su supporto cartaceo.

Come se non bastasse, circa il 44% di lettori di libri (circa il 44%) si ferma al “consumo” di non oltre tre testi l’anno; il 41% legge tra i 4 e gli 11 libri l’anno; appena il 15% circa riesce a leggere più di un libro al mese.

È significativo, anche, che i lettori più numerosi si riscontrano tra i giovanissimi, nella fascia tra gli 11 e i 24 anni, con il titolo di studio che incide non poco: più è elevato il diploma conseguito, maggiori sono le possibilità che ci si dedichi alla lettura, soprattutto su supporto di carta.

Torna “ioleggoperché

L’undicesima edizione non si discosta dalle passate: l’obiettivo rimane quello di trasformare sempre più le donazioni in opportunità di lettura, partecipazione e crescita.

È in quest’orbita che si colloca “ioleggoperché”, l’iniziativa sociale dell’Associazione Italiana Editori a favore delle biblioteche scolastiche: dal 7 al 15 novembre prossimi i cittadini, le scuole, le librerie, gli editori, le istituzioni e i mass media saranno nuovamente chiamati a partecipare a un grande progetto collettivo che, in dieci anni, ha portato in più della metà delle scuole 4,5 milioni di libri e coinvolto, nella sola ultima edizione, 4,2 milioni di studenti.

L’iniziativa – supportata dalle principali emittenti televisive nazionali e dai maggiori gruppi editoriali italiani – è sostenuta dal ministero della Cultura attraverso il Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Associazione Italiana Biblioteche (Aib), l’Associazione Librai Italiani (Ali) e il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (Sil).

Tutte le scuole – dall’infanzia alle superiori -, ma anche le librerie, hanno già la possibilità di iscriversi sulla piattaforma www.ioleggoperche.it: potranno farlo sino al prossimo 14 ottobre.

Dal 9 settembre prenderanno poi il via i consueti gemellaggi tra scuole e librerie e, dal 7 al 15 novembre, tutti potranno acquistare e donare un libro a una delle scuole partecipanti.

L’obiettivo? Far nascere e crescere biblioteche scolastiche

Ai libri donati dai cittadini si aggiungeranno come ogni anno i 100.000 volumi donati dagli editori, ma con una importante novità: “dopo dieci anni di crescita continua e risultati significativi – spiegano gli organizzatori -, ‘ioleggoperché’ affianca al suo obiettivo originario – far nascere e crescere le biblioteche scolastiche, portando più testi nelle scuole e contribuendo a formare nuovi lettori – la consapevolezza che il libro non è il punto di arrivo, ma un punto di partenza”.

Per questi motivi, l’edizione 2026 punterà a far sì che attorno ai nuovi libri nascano occasioni di lettura, attività, progetti, momenti di condivisione e di crescita. Allo stesso tempo, grazie ai dati raccolti in questi dieci anni, il progetto concentrerà una parte del proprio intervento sui territori che hanno avuto minori opportunità di beneficiarne, rafforzandone così l’impatto sociale e il valore per l’intero Paese.

Le regioni più indietro: Calabria, Sardegna e Molise

Una analisi realizzata dall’Ufficio Studi Aie ha infatti evidenziato come alcune aree italiane abbiano beneficiato in misura minore dell’iniziativa.

Da un ranking che incrocia diversi indicatori – dalla partecipazione delle scuole alla percentuale di istituti che hanno ricevuto almeno una donazione, fino al numero medio di libri donati per scuola – sono risultate tre le regioni che hanno registrato livelli di attivazione inferiori rispetto alla media nazionale: Calabria, Sardegna e Molise.

Per questo motivo quest’anno, al termine della campagna di donazioni che interesserà come sempre l’Italia intera, i 100.000 volumi messi a disposizione dagli editori saranno destinati alle scuole aderenti di questi tre territori: oltre ai libri, servirà poi attivare quello spirito di solidarietà che coinvolga l’intera comunità del progetto, così da sostenere i territori che hanno avuto minori opportunità di beneficiarne.

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