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22.01.2016

E il bebè salì in cattedra con l’empatia

L’empatia insegnata da un bambino di appena 7 mesi attorno al quale altri bambini più grandicelli attendono che il maestrino faccia il suo dovere. Non è detto se l’infante sia pagato, ma sicuramente chi ha avuto questa idea qualche soldo lo prenderà, per il solo fatto di averlo portato in classe e magari cambiato i pannolini.

Ma tant’è e in alcune scuole elementari del Regno Unito, dei neonati, senza saperlo, insegnano agli studenti come capire e prendersi cura dell’altro, interpretandone i bisogni, le emozioni e trovando soluzioni ai loro problemi.

 

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Empatia appunto che in psicologia sarebbe la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.

L’idea, per quanto è dato leggere sulle agenzie, pur essendo assolutamente originale, seppure stravagante, nascerebbe dall’accordo tra il Ministero dell’Istruzione britannico d’Oltremanica e la cosiddetta “Via per l’empatia”, associazione da anni impegnata nella sperimentazione di programmi scolastici alternativi, come è appunto questo che sembra andare ben oltre l’alternativo medesimo.

In ogni caso questo associazione basa si basa sull’acquisizione di competenze sociali ed emotive attraverso lo sviluppo dell’empatia nei più piccoli. 

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