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Ecco come risolleviamo la scuola: tanti soldi contro la dispersione, più prof e tirocini

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Tanti soldi per contrastare l’abbandono prematuro dei banchi, soprattutto al Sud, incrementi di docenti per ogni scuola, investimenti per l’alternanza scuola-lavoro. Sono i punti che il Governo, anche attraverso il ddl ‘La Buona Scuola’, ha deciso di attuare per elevare la formazione dei cittadini italiani. A dirlo è stato Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, rispondendo il 22 maggio ai ragazzi nell’oratorio della Chiesa di San Giovanni Apostolo a Palermo, dove si è svolta la presentazione di un’iniziativa di ‘Crescere al Sud’, la rete di associazioni promossa da Save The Children e Fondazione con il Sud.

“A favore del Mezzogiorno – ha detto Faraone – le somme destinate a contrastare la dispersione scolastica sono pari a 3 miliardi di euro: sono fondi strutturali che il governo ha deciso di destinare a questa priorità”. Parlando della Sicilia, sua terra d’origine e dove si è svolta l’iniziativa, il sottosegretario ha sottolineato che alla regione più estesa d’Italia “sono destinati 600 milioni, 482 milioni a carico del Fse e 192 milioni del Fsr”.

Ma il potenziamento delle scuola riguarderà tutti gli istituti. Che grazie alla riforma della scuola avranno, in media, ha assicurato il rappresentante del Governo “l’8% insegnanti in più“.

 

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Faraone è convinto che attraverso l’impegno contro la dispersione a la maggiore presenza di prof nelle scuole, l’istruzione pubblica non potrà che migliorare. “Bisogna creare situazioni – ha detto ancora a Palermo – per cui la scuola sia plasmata al territorio. La scuola non è quella astratta, stile Libro Cuore: vanno costruiti strumenti utili e concreti. Quando abbiamo scritto la riforma della Scuola abbiamo fatto riferimento a questo. La scuola è il luogo della costruzione della coscienza civica dei ragazzi e i lavoratori del futuro e deve essere direttamente collegata al lavoro. E l’alternanza scuola-lavoro è uno degli elementi più importanti”.

A tal proposito, sui tirocini che gli studenti degli anni terminali della scuola superiore svolgeranno nei luoghi di lavoro, il sottosegretario ha tenuto a dire che “la riforma prevede 400 ore di formazione scuola-lavoro e su questo siamo contestati anche dai sindacati”.

 

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