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16.09.2026

Edilizia scolastica, con il Pnrr “solo lievi passi avanti”. Un edificio su tre ha ancora bisogno di lavori urgenti

Comincia la scuola, gli studenti tornano in classe e si riaccende l’attenzione sullo stato dell’edilizia scolastica nel nostro Paese. Come emerge dal 26° Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, pubblicato nelle scorse ore, la situazione avanza a passo lento, e restano marcate differenze tra Nord, Centro e Sud. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che aveva stanziato oltre 11,5 miliardi di euro nel 2021 per quasi diecimila interventi, ha portato finora “solo lievi passi avanti”. Bene la manutenzione e la riqualificazione degli edifici, “compresi quelli relative alle infrastrutture sportive”; indietro invece la realizzazione di nuovi edifici. “Sei progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione”, si legge nel documento, “per i nidi quasi un progetto su due“.

I numeri dell’edilizia tra luci e ombre

Il dato più allarmante, scrive l’Ansa sulla base del rapporto di Legambiente, riguarda i lavori urgenti: ne ha ancora bisogno quasi un edificio su tre (31,7%), quota che sale a uno su due nel Mezzogiorno, tocca il 45,2% al Sud e arriva al 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro Nord scende sotto il 27%. Qualche progresso c’è: le certificazioni di agibilità crescono dal 47,2% al 53,5% e l’efficientamento energetico interessa il 19,4% degli edifici, contro il 15,9% dell’anno prima. Un miglioramento però troppo lento per la crisi climatica. Preoccupa anche il 57,2% delle scuole ancora prive di verifica sulla vulnerabilità sismica, mentre le nuove costruzioni degli ultimi cinque anni pesano appena l’1,3% sul patrimonio monitorato.

Scuole vetuste e spesso prive di agibilità

Un quadro che il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva, presentato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati, aiuta a completare. Le nostre scuole hanno in media 60 anni, e metà sono state costruite prima del 1976, cioè prima della normativa antisismica. Su 39.351 edifici attivi, il 59% non possiede né il certificato di agibilità né quello di prevenzione incendi. Il 44% sorge in zone ad alta sismicità, ma solo il 4% ha ricevuto interventi di adeguamento. Non mancano le conseguenze concrete: tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono contati 68 crolli, con 12 feriti tra studenti e personale scolastico. Le denunce di infortunio nei primi cinque mesi del 2026 sono già 47.748, in aumento rispetto all’anno precedente.

L’accessibilità e il cambiamento climatico

La scuola sarebbe indietro anche sul tema dell’accessibilità degli edifici, particolarmente importante perché inficia i diritti degli studenti e dei docenti con disabilità. Solo il 40% delle scuole, secondo Cittadinanzattiva, è a norma, mentre appena il 7,42% dispone di sistemi di climatizzazione, nonostante il caldo sia ormai un problema strutturale. Un tema, quest’ultimo, che ha tenuto banco in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, con molti osservatori che hanno proposto di far slittare l’inizio delle lezioni ai primi di ottobre per garantire la sicurezza e limitare i disagi per studenti e docenti. Per invertire la rotta, Cittadinanzattiva stima che servano circa tre miliardi di euro in tre anni, da destinare in parti uguali a un piano contro il cambiamento climatico e a interventi strutturali prioritari.

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