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Prima ora - le notizie del 9 settembre

09.09.2026
Aggiornato alle 18:02

Cittadinanzattiva, servono 3 miliardi per gli edifici scolastici. Anagrafi, Piano Climatico, mappa dei rischi, barriere architettoniche: le 10 proposte

È stato presentato questa mattina alla Camera dei Deputati il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole italiane. Il quadro emerso è allarmante, i nostri edifici sono vecchi, costruiti in territori a rischio sismico e spesso senza certificazioni. Istituti poco sicuri, con crolli di intonaco e distacco di soffitti e solai che continuano a verificarsi e infortuni a studenti e personale scolastico. Inoltre poco più del 7% degli edifici è dotato di sistemi di raffrescamento nelle aule (tema attuale visto l’inizio delle lezioni). Insomma, una fotografia preoccupante quella mostrata da Cittadinanzattiva che propone anche 10 soluzioni per risolvere le criticità. A balzare all’occhio la cifra di 3 miliardi da investire:

  1. Le Anagrafi, sia dell’edilizia che quella relativa alla popolazione scolastica, devono essere aggiornate con tempestività e scadenze regolari sia da parte del Ministero che degli Enti locali. 
  2. Nel prossimo triennio, occorre investire 3 miliardi destinando, annualmente, 500 mln al piano clima ed i restanti 500 mln agli interventi prioritari di carattere strutturale. 
  3. Occorre dare supporto ai Comuni in difficoltà nel reperimento di dati, fondi e progettazione degli interventi in materia di edilizia scolastica, attraverso l’istituzione di task force centralizzate o prevedendo risorse aggiuntive per assumere personale specializzato nei Comuni che ne abbiano necessità.
  4. Occorre predisporre e finanziare un Piano Nazionale di Adattamento Climatico triennale che combini interventi strutturali (efficientamento, raffrescamento sostenibile) e naturali (estensione del verde e creazione di “rifugi climatici” nei cortili aperti alla cittadinanza). 
  5. È urgente creare una mappatura integrata dei rischi – sismico, idraulico, idrogeologico –  che faccia dialogare le banche dati dei Ministeri di Istruzione, Ambiente e Salute con il conseguente aggiornamento dei piani di protezione civile comunali e scolastici. 
  6. Occorre rendere obbligatorio l’aggiornamento annuale (e post-calamità) dei piani comunali e scolastici di emergenza, introducendo giornate informative, ed esercitazioni congiunte almeno una volta all’anno tra scuole e protezione civile comunale. 
  7. Occorre estendere per legge l’obbligo delle prove di evacuazione agli scenari sismici e idrogeologici, rendendo gli studenti protagonisti attivi dell’informazione e della prevenzione.
  8. Occorre trasformare la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, che si celebra il 22 novembre, in un appuntamento fisso, come avvio o sintesi di percorsi annuali di informazione e addestramento, valorizzando il contributo degli Enti del Terzo Settore e di soggetti privati.
  9. Chiediamo di istituire con urgenza un fondo pubblico di risarcimento per le famiglie delle vittime dell’insicurezza scolastica.
  10. Oltre che proseguire nell’abbattimento delle barriere architettoniche per le disabilità motorie, occorre occuparsi di quelle sensoriali, ancora largamente trascurate. Altrettanta attenzione deve essere rivolta agli studenti con disabilità cognitive, e a quelli con disturbi dello spettro autistico, i quali, in situazioni di emergenza, necessitano di personale qualificato e familiare.

Scuole vecchie e senza certificazioni

Le nostre scuole sono vecchie, in media hanno 60 anni di età e la metà è stato costruito prima del 1976 (prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica). Dei 39.351 edifici scolastici attivi nel 2024/25, il 59% non possiede né il certificato di agibilità né quello di prevenzione incendi. Non esiste poi un censimento nazionale sulla presenza di amianto nelle scuole (la stima dell’Inail è di 14mila edifici a rischio).

Rischio sismico, idraulico e idrogeologico

Sono ben 17.408 (il 44%) gli edifici scolastici siti in zone ad elevata sismicità. Solo il 4% ha avuto interventi di adeguamento e miglioramento. Il 19,2% (quasi uno su cinque) ricade in aree da moderata ad elevata pericolosità. Il 13% ricade invece in aree a rischio idrogeologico.

Crolli e infortuni dell’ultimo anno

Tra distacchi di intonaco, crolli veri e propri di soffitti e solai (ferite 12 persone tra studenti e personale scolastico), sono 68 i crolli verificatisi tra settembre 2025 e agosto 2026. Aumentate del 3,8% le denunce all’Inail di infortuni degli studenti (il 97% durante lo svolgimento delle normali attività scolastiche). Nei primi cinque mesi del 2026 sono 47.748 le denunce di infortunio presentate, in aumento rispetto all’anno passato (45.159). dieci i casi di infortuni mortali denunciati entro maggio 2026 (otto nell’anno precedente).

Poche scuole accessibili per le disabilità sensoriali

Aumentano gli studenti con disabilità (18mila in più nell’anno 2024/25), ma solo il 40% delle scuole è accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Nel 50% dei casi manca un ascensore o un ascensore adatto al trasporto delle persone con disabilità. nel 37% le scuole sono sprovviste di servo scala interno, nel 25% di bagni a norma e di rampe interne per il superamento di dislivelli. Solo nel 16,5% delle scuole sono presenti gli ausili senso-percettivi per studenti con ipocausia.

Emergenza caldo nelle scuole

La climatizzazione nelle aule è largamente insufficiente. Solo il 7,42% (1 su 13) delle scuole è dotata di sistemi di condizionamento e ventilazione. Solo il 2,45% è dotato di impianti solari termici.

I ritardi del PNRR su asili nido e mense

Finanziate 206 nuove scuole con fondi PNRR (il 40% giunte al termine), completato il 50% di asili nido e scuole dell’infanzia, il 58% delle mense, il 77% di interventi di messa in sicurezza, il 69% delle palestre. La Corte dei Conti segnala però forti difficoltà burocratiche per gli enti locali ed in particolare molti Comuni necessitano di supporto per gestire bandi e cantieri. Nel 45% dei casi non si conosce a che punto siano gli interventi sugli asili nido. Le regioni del Sud sono in forte ritardo rispetto alle altre.

Emergenza sulle mense, solo un edificio su tre ne è dotato. Sicilia, Campania e Calabria sono quelle più in difficoltà. Undici le regioni al di sopra del 60% degli interventi realizzati.

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