“Non abbiamo bisogno dell’insegnante di sostegno”: questa frase, pronunciata da un consigliere comunale di Napoli, è finita nella bufera. Come riporta Napoli Today, la frase sarebbe stata pronunciata al termine di un intervento, dopo che il sindaco aveva richiamato l’aula all’ordine e al rispetto del regolamento.
Secondo l’associazione La Battaglia di Andrea, che si occupa dei diritti delle persone con disabilità, il riferimento all’insegnante di sostegno sarebbe stato utilizzato per sottolineare la propria autonomia, ma l’accostamento viene contestato perché rischia di associare il sostegno all’incapacità, assumendo un significato abilista nei confronti di chi ne ha bisogno.
“Una persona disabile può avere difficoltà in alcuni ambiti e avere bisogno di supporti specifici, ma questo non significa essere inferiore – afferma la presidente Asia Maraucci -. E soprattutto non significa che un consigliere comunale possa fare questo accostamento e utilizzare, durante un consiglio comunale, termini che noi riteniamo offensivi nei confronti delle persone disabili e delle loro famiglie”.
La presidente apprezza l’intervento immediato del presidente del consiglio comunale Antonio Caiazzo, che ha condannato la frase, e chiede scuse pubbliche.
“Innanzitutto, come genitori di un bambino disabile titolare di insegnante di sostegno, chiediamo le sue scuse – aggiunge Maraucci -. Non soltanto a noi, ma a tutte le famiglie che ogni giorno vivono la disabilità. L’insegnante di sostegno è un diritto e uno strumento di inclusione, non qualcosa da utilizzare come termine di paragone per affermare la propria autonomia”.
“Per evitare equivoci. L’uso dell’espressione ‘non abbiamo bisogno di un insegnante di sostegno’ in un contesto politico o dibattito pubblico è una metafora utilizzata per comunicare autonomia, fermezza o la capacità di agire senza figure di controllo o guide esterne. Nel linguaggio della politica, questa frase viene impiegata per trasmettere un messaggio di indipendenza, ossia affermare che un gruppo, un partito o una coalizione possiede tutte le competenze necessarie per governare o prendere decisioni senza dover essere ‘guidato’ o ‘monitorato’ da soggetti terzi”, si è difeso l’autore della frase.
“Per evitare equivoci o ferire la sensibilità di chi vive quotidianamente la realtà della disabilità o dell’inclusione scolastica, ritengo opportuno specificare subito che la critica era rivolta esclusivamente alle dinamiche di potere politico e non al valore sociale e umano del supporto educativo. Pertanto se qualcuno si è ritenuto offeso dall’uso di questa mia espressione sono pronto a scusarmi per aver urtato la loro sensibilità. Non era mia intenzione mancare di rispetto a NESSUNO”.