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27.10.2026

Edilizia scolastica, nove anni nei container e altri due per avere la nuova sede: la vicenda di un professionale a Trento

Nove anni d’attesa, che diventeranno undici prima di arrivare alla soluzione. È la vicenda degli studenti di una scuola professionale di Trento, che dal lontano 2017 sarebbero costretti a studiare nei container in seguito ad alcuni problemi strutturali che si erano verificati nella loro vecchia scuola. Per alcuni di essi, garantiscono adesso le istituzioni, sta per arrivare una sistemazione più comoda. Ma solo nel 2028 la collocazione diventerà definitiva, per tutti gli studenti coinvolti.

A raccontare la storia è il Corriere del Trentino, secondo cui la vicenda riguarda in tutto una quindicina di classi, “dieci delle quali rimarranno (ancora) nei container dopo esserci finite nel 2017 per ‘tamponare’ l’emergenza legata al crollo improvviso di una parete”. Nei prossimi giorni, invece, altre sette “si trasferiranno in un nuovo prefabbricato”, dotato di tecnologie avanzate, che entro 24 mesi dovrebbe essere trasformato in mensa scolastica.

Per quella data, infatti, dovrebbe essere pronto il nuovo edificio, atteso da tanti anni. “La capienza complessiva a lavori ultimati vedrà la presenza di 18 classi, per un totale massimo di quattrocento studenti“, ha detto l’assessora provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa, citata dal Corriere. “Nell’ala Est, pronta per la prossima estate, saranno intanto dislocati tutti i laboratori (in totale 14), già dimensionati ed attrezzati per svolgere anche attività didattica“.

“A completamento del lato nord anche gli uffici saranno trasferiti nell’estate 2028”, ha detto ancora Gerosa, che ha fornito anche qualche dettaglio sullo stato di avanzamento dei lavori. “Resteranno poi da fare la demolizione dell’ala ovest dismessa, il completamento della zona dell’ingresso della nuova scuola sul fronte nord-ovest, le sistemazioni esterne e da ultimo la conversione a mensa dell’edificio prefabbricato che per il momento utilizzeremo come aule”.

“Le progettualità di questo tipo sono sempre complesse“, ha concluso la responsabile dell’istruzione. “Io non c’ero ma tutti sappiamo che le gare, gli affidamenti sono molto lunghi. I tempi in questo caso poi, con la prima gara andata deserta sono aumentati“. L’auspicio della comunità scolastica – docenti, studenti, famiglie – è che la storia adesso sia davvero all’ultimo miglio, e che tra poco il nuovo istituto possa essere accolto da un edificio performante e funzionante.

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