Ieri, 3 dicembre, è stato dato l’okay, da parte della Camera, al disegno di legge Valditara sul consenso informato relativo alle attività di educazione sessuale e affettiva dalle secondarie di primo grado in poi. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ne ha parlato ai microfoni de La Stampa.
Valditara ha detto che ora spera che l’iter in Senato del ddl consenso informato “sia veloce” perché “ci sono altri temi ugualmente importanti a cui bisogna ora dedicarsi”. Le opposizioni contestano il ddl sostenendo che si tratti di “un
passo indietro”, come afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.
Ecco la replica del ministro: “Elly Schlein o non conosce il testo del ddl e sarebbe grave perché una parlamentare dovrebbe sapere cosa sta votando, oppure lo conosce e sta raccontando bugie grossolane. Elly Schlein e tutta l’opposizione infatti dovrebbero sapere perfettamente che con i nuovi programmi scolastici e le nuove Linee guida sull’Educazione Civica, richiamati espressamente dal disegno di legge sul consenso informato, abbiamo introdotto nelle scuole l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia”.
“Non lo hanno fatto invece i precedenti governi di centrosinistra. La prossima settimana pubblicheremo le Indicazioni Nazionali e chiunque potrà verificare quale è la verità dei fatti”. “Non è certo trattando le teorie sulla fluidità di genere che si combatte la violenza sulle donne ma, per l’appunto, con l’educazione al rispetto”, ha aggiunto.
Il ddl è composto da tre articoli. All’articolo 1 viene stabilito che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni” e che tale consenso deve essere acquisito dopo aver messo a disposizione il materiale didattico previsto. L’articolo 2 disciplina invece il coinvolgimento di esperti esterni: secondo quanto riporta il quotidiano, esso sarà possibile solo previa deliberazione del collegio dei docenti e approvazione del consiglio d’istituto. I criteri di selezione, si legge ancora nel testo, dovranno basarsi su titoli, esperienza e coerenza con finalità educative e livello di maturazione degli studenti. Infine, l’articolo 3 del ddl specifica che “dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Con queste modifiche, si chiude il primo passaggio parlamentare di un provvedimento destinato a incidere sull’organizzazione delle attività educative nelle scuole italiane.