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28.10.2026

Educazione sessuale e affettiva a scuola, il referendum supera il primo ostacolo: via libera della Cassazione, oltre 576mila le firme valide

Il referendum sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane compie un primo importante passo. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta referendaria, certificando la regolarità delle firme raccolte e il superamento della soglia minima prevista dalla legge.

Sono oltre 576mila le sottoscrizioni raccolte nell’arco di sei mesi a sostegno dell’iniziativa, che punta ad abrogare le disposizioni introdotte dalla legge 104/2026, riguardanti lo svolgimento di attività di educazione sessuale e affettiva nelle istituzioni scolastiche.

A darne notizia è la FLC CGIL, che ha annunciato il proprio sostegno alla campagna referendaria.

Cosa prevede la legge oggetto del referendum

Al centro dell’iniziativa c’è la legge 104/2026, che ha introdotto specifiche limitazioni allo svolgimento di attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole.

La normativa – ricordiamo – prevede il consenso informato preventivo delle famiglie per la partecipazione degli studenti delle scuole secondarie alle attività previste e vieta la promozione di analoghi progetti nelle scuole dell’infanzia e primarie.

L’obiettivo dei promotori del referendum è eliminare tali vincoli, rendendo possibile la realizzazione di percorsi educativi dedicati all’affettività e alla sessualità in tutti gli ordini e gradi di istruzione.

La parola passa alla Corte costituzionale

Il via libera della Cassazione non comporta automaticamente lo svolgimento del referendum.

Il prossimo passaggio sarà infatti l’esame da parte della Corte costituzionale, chiamata a valutare l’ammissibilità del quesito referendario secondo i requisiti stabiliti dalla Costituzione.

Soltanto in caso di pronuncia favorevole della Consulta sarà possibile procedere verso la consultazione popolare, secondo le modalità e i tempi previsti dalla normativa.

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