L’educazione sessuo-affettiva è già presente nei documenti che regolano la didattica delle scuole italiane e il disegno di legge Valditara non ne prevede l’eliminazione. È questo il messaggio al centro dell’articolo pubblicato da Loredana Perla, presidente della commissione incaricata di elaborare le nuove Indicazioni nazionali, sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno. L’intervento nasce per chiarire alcuni punti del dibattito pubblico, dopo le polemiche legate al ddl sul consenso informato delle famiglie per le attività extracurricolari.
Nel suo intervento, Perla sostiene che il confronto pubblico stia spesso sovrapponendo contenuti differenti. Secondo la docente, le attuali Indicazioni nazionali, così come le Linee guida per l’Educazione civica e le nuove Indicazioni per il primo e il secondo ciclo, dedicano già ampio spazio all’educazione della persona, del corpo, delle relazioni e della sessualità. Corpo e prevenzione vengono affrontati in modo progressivo: dalla conoscenza di sé nella scuola dell’infanzia, fino ai temi della pubertà, della salute riproduttiva e della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili nella secondaria. A questi si affiancano l’educazione al rispetto, il contrasto alla violenza di genere, la non discriminazione e la promozione di relazioni corrette.
Secondo Perla, il ddl Valditara non modifica questi contenuti, ma introduce un principio di trasparenza nei confronti delle famiglie. La disposizione riguarda, in particolare, le attività ulteriori rispetto al curricolo ordinario, soprattutto quando sono affidate a soggetti esterni. In questi casi, le famiglie dovranno essere informate preventivamente sui contenuti e sulle finalità delle iniziative, potendo esprimere il proprio consenso.
L’esperta ritiene che il vero terreno dello scontro non sia l’educazione sessuo-affettiva prevista dai programmi ministeriali, bensì l’eventuale introduzione di contenuti riconducibili alle teorie del gender, che, a suo giudizio, si discosterebbero dall’insegnamento della biologia, della salute e dell’educazione alle relazioni. È questo, secondo Perla, l’aspetto che il provvedimento intende regolamentare.
Nel suo articolo, Perla prende posizione anche rispetto alle interpretazioni che collegano il ddl alla cancellazione dell’educazione sessuo-affettiva dalle scuole. Citando un recente intervento giornalistico sul tema, osserva che associare il caso di una ragazza pakistana destinata a un matrimonio combinato al provvedimento italiano rischia di alimentare un equivoco. La docente scrive: “Il DDL Valditara non cancella l’educazione sessuo-affettiva. Chiede semplicemente che la scuola sia trasparente con le famiglie e che eventuali contenuti di natura ideologica non vengano introdotti surrettiziamente”.