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Elezioni, Di Maio ha un “chiodo fisso”: al Governo per cancellare le riforme sbagliate, non per farne altre

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In vista delle elezioni che porteranno alla nuova legislatura, i raggruppamenti politici si avvicinano alle posizioni sindacali.  Il primo movimento a sancire questo genere di “alleanze”, il 12 febbraio, è stato il Movimento 5 Stelle assieme allo Snals-Confsal, l’organizzazione che con la Gilda degli insegnanti non ha posto la sua firma sul contratto di categoria sottoscritto venerdì scorso all’Aran: a sottoscrivere la petizione del sindacato autonomo è stato direttamente Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, che ha sottoscritto una petizione del sindacato autonomo per la scuola pubblica italiana. E, nel contempo, ha confermato l’intenzione, quasi un “chiodo fisso” di andare al Governo per cancellare le riforme sbagliate e non per farne altre.

Il candidato premier M5S ha preso la parola davanti a 300 delegati dello Snals-Confsal provenienti da tutta Italia.

Di Maio: al Governo per abolire leggi e non per farne altre

“Fateci l’elenco di quello che vi sta rendendo la vita un inferno e noi lo aboliremo”, ha spiegato Di Maio rivolgendosi a Napoli alla platea composta, oltre che da sindacalisti e lavoratori del mondo della scuola, anche da imprenditori e artigiani.

In mezzo alla notizia

Se il M5S andrà al Governo, ha detto il vice-presidente della Camera, farà in modo di “abolire le leggi, non di farne altre. Sono molto preoccupato del modo di fare le leggi che è fuori controllo – ha sottolineato Di Maio -: la prossima legislatura deve eliminare quello che non serve, riorganizzare quello che c’è con dei codici e poi attuare l’esistente. E quindi se un funzionario ministeriale non applica le norme va a casa”.

“Io prima quando sono entrato alla Camera ero convinto che la soluzione era fare leggi, ora sono convinto che la soluzione è abolirle”.

Il “grillino”, quindi, conferma in pieno l’annuncio fatto alla Tecnica della Scuola qualche settimana fa: cancellare la Buona Scuola, partendo dai suoi punti salienti, quali sono i bonus, la chiamata diretta e l’eccesso di “poteri” ai dirigenti scolastici.

Il nuovo “corso” dello Snals

Intanto, lo Snals-Confsal spera di raccogliere anche altri consensi per la sua  posizione sui suoi sette punti qualificanti, a partire dalla proposta di un forte investimento quinquennale, dichiarando in modo chiaro ed esplicito quale sarà il loro impegno in termini di programmi e di investimenti.

Il sindacato non nasconde che la petizione proposta è “anche lo strumento attraverso cui lo Snals-Confsal – farà confluire i voti della scuola e dei cittadini verso le forze politiche che attraverso il loro leader sottoscriveranno il documento. Se questo impegno solenne venisse preso da altri leader politici, lo Snals-Confsal ne darà tempestiva notizia a tutti i suoi iscritti”.

Va apprezzato, certamente, il nuovo “corso” dello Snals-Confsal, incentrato sulla trasparenza e sulla schiettezza degli obiettivi. Resta da capire, però, quali indicazioni di voto politico darà il sindacato guidato da Elvira Serafini qualora dovessero aderire alla petizione partiti politici con idee contrapposte.