Anche il vaccino Johnson & Johnson in Italia, come AstraZeneca, è raccomandato per gli over 60. Lo stabilisce l’Ema intervenuta dopo lo stop precauzionale partito dall’Fda americana, ‘Food & Drug Administration’, ovvero l’agenzia che autorizza i farmaci negli Usa.
Il mondo della scuola, dunque, nella maggior parte dei casi, resterà fuori dall’uso dei due vaccini che erano nati proprio per giovani e mediamente giovani. Insomma, quei 400 mila, tra Ata e insegnanti, che potranno vaccinarsi solo a seguito del completamento delle categorie più anziane, verranno dirottati su Pfizer e Moderna, come abbiamo già riferito.
Si legge nella nota firmata da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, e Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute: “Il vaccino Janssen, il cui uso è approvato a partire dai 18 anni di età, dovrà essere preferenzialmente somministrato a persone di età superiore ai 60 anni, ovvero a coloro che, avendo un rischio elevato di malattia grave e letale, necessitano di essere protette in via prioritaria”.
La decisione è arrivata dopo il “pronunciamento dell’Ema”, l’agenzia europea del farmaco, che ribadisce l’estrema rarità degli eventi di trombosi associata a trombocitopenia descritti a seguito della vaccinazione contro Covid-19 effettuata con il vaccino Janssen – Johnson & Johnson”.
Sempre nella nota: “Considerato che tale vaccino si è dimostrato sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al COVID-19, si raccomandano le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzevria”, il “vecchio” AstraZeneca.
Intanto il report sui vaccini del Ministero della Salute, aggiornato al 21 aprile informa di 15.894.532 somministrazioni, a fronte di 4.654.357 persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Quanto al personale docente, sono 1.139.135, tra insegnanti e Ata, i vaccinati con la prima dose ad oggi, dopo lo stop del Governo Draghi, per favorire i fragili e gli anziani.
Sul tema dello stop della campagna vaccinale docenti di recente, in occasione della diretta di Tecnica della Scuola Live è interventua anche Cristina Costarelli, vice presidente Anp Lazio, che commenta così: “Lo stop delle vaccinazioni è stato un errore. Uno stop adesso e una ripresa tra un mese non avrebbe significato, dato che la scuola si fermerà tra un mese. Per non parlare del fatto che è passato anche un messaggio dispregiativo nei confronti della scuola. Consideriamo l’esposizione dei docenti dei nidi, dell’infanzia, persone che sono veramente esposte: anche per questo aveva veramente senso andare a fondo nella campagna vaccinale del personale scolastico”.
E sulla gestione della partita AstraZeneca, da parte del Governo, la vice presidente dell’ANP Lazio ha ulteriori recriminazioni: “Il caso AstraZeneca non è stato gestito bene, dal punto di vista della comunicazione. Se fosse stata gestita bene, magari oggi avremmo anche più persone vaccinate tra il personale scolastico”.